“Alla Terra serve un nuovo guerriero!”. No, non è lo spot di un film americano, né di un anime giapponese. Piuttosto è l’auspicio con il quale Greenpeace si è messa all’opera costruendo The Rainbow Warrior III, la nuova nave ammiraglia della mitica flotta usata dai suoi attivisti in tutto il mondo.

Ad oggi la costruzione non è ancora terminata, anzi il sito ufficiale parla di un’imbarcazione pronta al 45,6%. Eppure, già galleggia, visto che è stata appena “varata” nel porto di Berne-Motzen in Germania. e il comunicato di Greenpeace non è certo parco in dettagli storici e tecnici, come è giusto che sia, data l’importanza strategica che i “Rainbow Warriors” hanno nelle attività dell’associazione:

La nuova Rainbow Warrior III è in acqua e da oggi ha installato un rivoluzionario sistema di alberatura alto 55 metri che può ospitare molte più vele di un sistema tradizionale della stessa grandezza. È la prima volta che questo sistema viene installato su una nave delle dimensioni della Rainbow Warrior III.

La nave ha avuto il suo battesimo in concomitanza con il ventiseiesimo anniversario dell’affondamento della prima Rainbow Warrior in Nuova Zelanda, avvenuto il 10 luglio 1985 a opera dei servizi segreti francesi.

La Rainbow Warrior III è la prima delle navi ammiraglie di Greenpeace costruita per rispondere alle specifiche esigenze dell’organizzazione e giocherà un ruolo fondamentale nelle future campagne dell’associazione, testimoniando e agendo contro i crimini ambientali nel mondo.

La nave verrà ufficialmente varata nell’autunno 2011, in occasione del quarantesimo anniversario dell’organizzazione.

Il progetto della nave, inseguendo giustamente sia i dettami dell’ecologia, sia le specifiche per l’uso estremamente particolare che ne sarà fatto, si avvicina da un punto di vista economico a un’opera faraonica. Il prezzo complessivo, infatti, è stato stimato attorno ai 23.2 milioni di euro. Un’enormità, che supera ampiamente le capacità di Greenpeace. Non saranno comunque soldi “spesi male”, visto le caratteristiche avanguardistiche di molte soluzioni tecniche:

La struttura della Rainbow Warrior è stata pensata per garantire il maggior risparmio possibile di carburante e ha molte altre caratteristiche che la rendono meno inquinante rispetto alle altre navi: tra queste, un sistema di rifornimento centralizzato per il combustibile che minimizza il rischio di perdite in mare e il trattamento biologico delle acque grigie e nere.

Ad ogni modo, come detto, le casse d Greenpeace non sono sufficienti a coprire tutto l’esborso. Ecco perché dal sito principale dell’iniziativa è possibile finanziare la costruzione, seguendo passo passo l’avanzamento dei lavori. Non resta che fare grande in bocca al lupo alla Rainbow Warrior III: i mari di tutto il mondo l’attendono con trepidazione.

11 luglio 2011
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