Quando si pensa ai ragni velenosi, si è soliti viaggiare con l’immaginazione verso luoghi lontani ed esotici, quali la natura incontaminata dell’Australia oppure la grande foresta del Brasile. Eppure, sebbene non molto note, anche l’Italia possiede alcune specie di ragno pericolose. Quali sono le loro caratteristiche, quali le conseguenze del morso e come difendersi?

Sullo Stivale sono sostanzialmente due le specie di ragno che, con il loro morso, possono portare a effetti anche importanti sulla salute: si tratta del ragno violino e della malmignatta, così come comunemente vengono identificate. Fortunatamente, non si registrano molti episodi di morso durante l’anno, perché si tratta entrambe di specie abbastanza schive, sebbene sia sempre necessaria una certa attenzione. Le informazioni di seguito fornite hanno carattere generico: per tutte le eventuali conseguenze sulla salute, perciò, si consiglia di vagliare il parere di medici ed esperti.

Loxosceles rufescens: il ragno violino

Il Loxosceles rufuscens è un ragno appartenente alla famiglia Sicariidae, dell’ordine Araneae e della classe Arachnida. Si caratterizza per un corpo abbastanza minuto, dagli 8 ai 13 millimetri per le femmine e valori leggermente inferiori per i maschi, nonché per due particolarità fisiche. La prima è la presenza di sei occhi anziché otto, raggruppati in tre coppie, la seconda è l’apparizione sul dorso di una macchia scura, simile a un manico di violino che si estende verso l’addome. È proprio da questa peculiarità che l’aracnide prende il suo nome comune, quello di ragno violino.

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Diffuso in tutta Italia, non è raro trovarlo all’interno delle abitazioni, poiché si tratta di un ragno abbastanza ubiquitario nelle case dello Stivale. Nonostante la diffusione, però, si tratta di una specie dal carattere schivo e soprattutto notturno, dalle ridotte interazioni con l’uomo. Tende infatti a fuggire, anziché ad attaccare: il suo morso è raro, nonché una sorta di estrema difesa quando l’aracnide percepisce di non aver altra via di fuga. Queste peculiarità spiegano perché, nonostante la distribuzione, i casi registrati siano davvero pochi durante l’anno. È però solito nascondersi tra i tessuti, quindi potrebbe attaccare se inavvertitamente schiacciato dal peso del corpo o, in alternativa, qualora si sentisse in trappola. Di conseguenza, è buona norma controllare gli indumenti prima di indossarli, nonché lenzuola e coperte prima di coricarsi. Per il riposo, inoltre, può essere indicato l’uso di abiti da notte che non lascino troppe zone del corpo scoperte: date le ridotte dimensioni dell’esemplare, l’attacco non riuscirà a superare la barriera dei vestiti.

Il morso può essere particolarmente pericoloso, anche se gli effetti possono variare da soggetto a soggetto, nonché da ipersensibilità personali e dalla quantità di veleno iniettato. In genere, il veleno porta a una forte necrosi dei tessuti colpiti, determinando anche ferite particolarmente vistose, che possono richiedere diverse settimane e lunghe cure prime di rimarginarsi. Sebbene gli esiti letali pare siano estremamente rari, il successo della terapia dipende sia dalle condizioni di salute del soggetto che dalla zona del corpo colpita.

Latrodectus tredecimguttatus: la malmignatta

Il Latrodectus tredecimguttatus, noto anche come malmignatta o vedova nera mediterranea, è un ragno appartenente alla famiglia Theridiidae e al genere Latrodectus. Viene comunemente definita come la “cugina della vedova nera”, anche se gli effetti del morso risultano più ridotti rispetto alla lontana, e famosissima, parente.

Questo ragno, di dimensioni fino a 1.5 centimetri per le femmine, si caratterizza per la presenza di 13 macchie rosse sul corpo: queste fungono d’avvertimento, nonché da deterrente, per i possibili predatori. Sebbene sia diffusa su gran parte del territorio italiano, in particolare al Centro, raramente questo ragno rappresenta un pericolo urgente per l’uomo: è improbabile incontrarlo all’interno delle abitazioni, poiché preferisce pietre e sassi, nonché la bassa vegetazione delle campagne. Per questo motivo, durante le escursioni all’aperto è sempre consigliato scegliere calzature e vestiario che assicurino adeguata copertura, soprattutto agli arti inferiori. Inoltre, prima di sedersi su muretti o sassi, può essere utile controllare la presenza di eventuali esemplari. Come nel caso del ragno violino, anche la malmignatta tende a evitare il contatto con l’uomo e, in genere, morde solo se attaccata o disturbata.

Il morso può portare a conseguenze anche gravi per la salute, tra cui sudorazione, nausea, vomito, febbre, crampi addominali e perdita dei sensi. Più raramente, il veleno dell’aracnide può portare ad esiti letali, anche se in modo estremamente ridotto rispetto alla cugina vedova nera. Molto dipende dalle quantità di veleno iniettando, dalle condizioni di salute del soggetto e da eventuali allergie.

12 novembre 2016
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