L’amore smisurato verso i cani ha convinto Ismael Mungaya a concentrare energie e attenzioni nei loro confronti, a dispetto delle credenze locali. Il giovane, originario di Arusha in Tanzania, si è scontrato più volte con l’opinione pubblica. I cani non sono molto apprezzati nella sua zona, anzi vengono spesso cacciati perché considerati sporchi e indegni. L’idea di aprire un rifugio per la loro salvezza e benessere, uno spazio dove accoglierli e curarli, si è scontrato fortemente contro i rimproveri del padre. L’uomo ha trascorso una settimana intera a insultare il povero Ismael, considerandolo folle e malato di mente. Ma il giovane non ha potuto non seguire il suo cuore, assecondare la sua voglia di donare amore a questi animali così bisognosi.

A spingerlo verso questa direzione è stato un incontro casuale con la cagnolina Tina, una randagia dal manto biondo e madre da poco di quattro cuccioli. La quadrupede sostava nascosta sotto un cespuglio, dove aveva partorito la prole. Pronto ad aiutarla, il giovane ha recuperato la neo famiglia e l’ha accolta nel giardino di casa, costruendo per loro un riparo di fortuna con una scatola di cartone. Non sapendo come comportarsi, oltre a nutrirli adeguatamente, ha rivolto le sue domande alla rete che si è subito mossa in suo aiuto.

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In poco tempo Ismael è stato affiancato da altre persone che gli hanno fornito altro cibo per Tina e i piccoli, quindi consigliato di effettuare visite veterinarie. In breve tempo Tina e i cuccioli sono stati tutti vaccinati e sterilizzati con cura.

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Ma il giovane non si è fermato e, girovagando per la zona, ha salvato altri cani bisognosi. Con il tempo il giardino di casa si è trasformato in un mini rifugio improvvisato, delimitato da una recinzione costruita con alcuni volontari tedeschi. La presenza di gente in supporto ha tranquillizzato il padre, che ha dato il via libera per la creazione dello spazio. Nonostante lo scetticismo generale il giovane ha salvato trenta animali, curandoli, sterilizzandoli e facendoli adottare. Una condizione positiva all’interno di un ambiente ostico e diffidente, che spesso ferisce e brutalizza i randagi. Ismael paga tutto di tasca sua, tranne qualche donazione e il supporto degli amici. Il suo obiettivo è quello di cambiare la mentalità del posto e costruire un rifugio più solido e forte. Per supportarlo, è stata aperta una raccolta fondi su GoFundMe.

18 luglio 2017
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