È proprio vero che coprirsi in inverno è fondamentale per evitare ogni malanno. Non è solo saggezza popolare, adesso è anche certezza scientifica. Un gruppo di ricercatori della Yale University ha infatti condotto degli esperimenti su topi, trattati con Rhinovirus umano, il virus che provoca la metà dei raffreddori nei soggetti adulti ed è responsabile invece di quasi tutti quelli dei bambini.

I ricercatori hanno adattato per il topo il virus del raffreddore, analizzandone poi la risposta trascrizionale delle cellule epiteliali delle vie aeree principali, sia a 33° C che a 37° C. I risultati sono stati pubblicati nei Proceedings of National Academy of Sciences degli Stati Uniti con il titolo “La difesa innata, temperatura-dipendente, contro il virus del raffreddore comune limita la replicazione virale a temperature calde in cellule delle vie aeree di topo”.

Quello che è stato osservato è una più facile replicazione del virus alle temperature di 33-35° C, che sono quelle che si trovano nelle nostre cavità nasali, rispetto a una temperatura di 37° C, che si trova ad esempio nei polmoni. Così come nel topo, anche nel nostro sistema immunitario, la risposta al virus è meno efficace a temperature più basse, lasciando la via libera allo scatenarsi del raffreddore. Questo spiegherebbe perché queste patologie sono molto più frequenti rispetto alle infezioni polmonari.

In realtà il virus può essere presente anche in estate. Proprio a causa delle temperature più alte però oltre a una maggiore presenza del sole, in grado di far produrre al nostro corpo vitamina D (che recenti studi hanno associato alla regolazione della risposta immunitaria) la malattia non si svilupperebbe, aspettando invece i periodi freddi per prendere forza e manifestarsi.

Non sarebbe quindi della vitamina C che abbiamo bisogno, come dicono gli esperti, ma della D. Della prima infatti abbiamo scorte normalmente sufficienti nel nostro organismo, a patto che seguiamo un’alimentazione corretta, senza il bisogno di doverne assumere dall’esterno.

I picchi del raffreddore inoltre, come spesso si osserva, ci sono durante le feste natalizie, per non altro motivo che la maggiore frequenza degli incontri con i relativi baci, abbracci e strette di mano che amplificano il contagio. Come ha spiegato la Dr.ssa Akiko Iwasaki alla BBC:

Lo sapevamo da 50 anni che tale virus replica meglio nel naso, ma il meccanismo non è mai stato chiaramente definito.

Adesso che anche la scienza dà ragione a mamme e nonne, non ci sono più scuse, prima di uscire tiriamo fuori dal cassetto la nostra cara vecchia sciarpa, per la miglior prevenzione dai malanni di stagione.

7 gennaio 2015
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I vostri commenti
francesco, giovedì 8 gennaio 2015 alle9:25 ha scritto: rispondi »

Soliti pareri troppo soggettivi... Nel caldo i virus prolificano meglio, è cosa nota. Scaldare troppo qualcosa crea uno squilibrio , un differenziale (è fisica!) Conosco molte persone che dormono in case non scaldate e situate in posti molto freddi, che certo si coprono (per evitare dolori più che altro) ma senza arrivare a sudare o a patire il caldo e che non hanno mai raffreddori. Al contrario, conosco moltissima gente che è sempre ultra coperta con berretti e sciarpe e che appena sente un poò di freddo si copre oltre ogni logica e che invece ha sempre il raffreddore. Credo che abituarsi un pochino al freddo (ma senza esagerazioni) rende il corpo più forte. Credo sia importante non sottoppore le parti del corpo a sbalzi improvvisi di temperatura troppo rapidi che è ciò che può indebolire e favorire i raffreddore e cambiare spesso l'aria con aria pulita. Ad esempio, da notare che chi prende treni troppo caldi e pieni di gente raffreddata, solitamente si prende il raffreddore, perchè il virus prolifica molto bene nel troppo caldo. Ed è importante quando si ha il raffreddore non toccare direttamente gli alimenti o le stoviglie senza essersi prima lavati le mani se ci si è soffiati il naso), nè sventolare i fazzoletti infetti (come fanno molti) , al fine di evitare il più possibile la trasmissione dei virus .

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