Il raffreddore è un’infezione virale acuta: solitamente non comporta febbre e si risolve in pochi giorni. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’infezione riguarda solo le vie respiratorie superiori e si manifesta quindi con naso che cola e leggera tosse: la sua risoluzione non chiede di norma l’impiego di farmaci.

Più della metà dei raffreddori è causato da virus del ceppo rhinovirus, rappresentato da oltre 100 diversi agenti patogeni, più attivi nei mesi a clima meno rigido come quelli primaverili e autunnali. Tuttavia, questi non sono gli unici virus a causare l’insorgenza della malattia. Un’altra discreta percentuale di raffreddore è dovuta ai coronavirus, soprattutto in primavera e in pieno inverno.Altri virusidentificati come agenti infettanti delle prime vie respiratorie sono adenovirus, coxsackievirus, echovirus, orthomyxovirus, paramyxovirus, virus respiratorio sinciziale ed enterovirus.

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In caso di manifestazione più intensa – associata anche a febbre, infiammazione delle ghiandole sotto il collo e tosse – è probabile che all’infezione virale si sia associata una sovra-infezione batterica. Qualora il paziente rilevi il peggioramento dei sintomi da raffreddamento, è preferibile si rivolga al medico che potrà, dopo adeguata anamnesi e diagnosi, prescrivere una adeguata terapia che talvolta include l’impiego di antibiotici.

Sintomi

I primi sintomi del raffreddore si manifestano dopo 1-3 giorni dal contagio. I primi fastidi interessano di solito la gola e il naso: arrivano gli starnuti, l’ostruzione nasale e la sensazione di malessere generale, senza febbre. Il muco nasale è quasi sempre abbondante, trasparente, striato di bianco o anche giallo, senza necessariamente indicare una presenza batterica.

Tutti i sintomi di un comune raffreddore scompaiono entro 10-12 giorni. La diagnosi solitamente non include alcun esame di approfondimento, poiché il medico è in grado di formularla basandosi solo sull’esame obiettivo.

Terapia

Il raffreddore comune si può risolvere con l’impiego di una terapia sintomatica, che include antinfiammatori e decongestionanti nasali, controindicati nei bambini di età inferiore ai 4 anni. In alcuni casi, l’impiego di un antistaminico può favorire la riduzione della rinorrea, anche se è preferibile controllare il sintomo con lavaggi nasali e rimedi naturali.

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L’impiego di integratori a base di zinco, echinacea e vitamina C, spesso consigliati, è stato a oggi oggetto di diversi studi scientifici: tuttavia i dati sulla loro efficacia sono poco chiari e nessuno di essi sembra ridurre in modo significativo la durata della malattia.

Come avviene il contagio e come prevenirlo

Poiché le principali vie di accesso dei virus che causano la malattia sono gli occhi, il naso e la bocca, la principale causa di contagio e di diffusione del raffreddore è il mancato rispetto di alcune semplici e comuni norme igieniche.

Queste le norme che andrebbero osservate per limitare il diffondersi del raffreddore:

  • mettere la mano davanti alla bocca quando si starnutisce e, di seguito, lavarle prima di appoggiarle su qualche superficie o toccare qualcuno;
  • sostare in ambienti ben areati, a temperatura controllata che non superi i 25°C e ben umidificati, perché la secchezza delle mucose favorisce la colonizzazione dei virus;
  • lavare spesso le mani e le superfici d’appoggio;
  • impiegati fazzoletti monouso e smaltirli nei cestini.

11 ottobre 2017
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