Si chiama zoonosi inversa (oppure ECDC) ed è il termine con il quale vengono identificate le malattie infettive che il proprietario può trasmettere al proprio cane. In particolare in questo periodo dell’anno, con l’insorgenza di stati influenzali e febbrili, è molto facile che l’uomo diventi l’agente scatenante. I malanni stagionali, quindi, vengono assorbiti e assimilati anche dagli animali di affezione che siano cani, gatti o furetti.

Secondo uno studio approfondito promosso dalle Università dell’Oregon e dell’Iowa, è ancora molto bassa la consapevolezza da parte dell’uomo di trasformarsi in veicolo di trasmissione virale. Gli stessi veterinari spesso sottovalutano questa possibilità, sminuendo quindi il fatto della condivisione degli spazi comuni come luogo di trasmissione. Eppure la diffusione virale di un raffreddore è molto più comune di quanto si pensi, e di nostri amici cani e gatti finiscono per ammalarsi proprio per colpa nostra.

Nel caso il proprietario fosse influenzato è importante che non sia a diretto contatto, oppure a distanza ravvicinata con l’animale di casa. In questo modo potrebbe essere scongiurato il contagio per vie aree. Ma nell’ipotesi di una trasmissione che provochi naso gocciolante, tosse e starnuti, è importante passare alle cure. Ad esempio tenendo l’animale al caldo, asciugandogli il pelo se bagnato, oppure assicurando una perfetta protezione ed un corretto riparo della cuccia.

Nel caso il raffreddore peggiorasse, oppure degenerasse, è importante rivolgersi al veterinario, soprattutto in caso di scolo continuo al naso. Una cura adatta e un’alimentazione corretta potranno risolvere il problema alla radice, rinvigorendo l’animale e la sua salute.

8 ottobre 2012
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