Ogni anno tra i RAEE finiscono quantità di oro e argento per 21 miliardi di dollari. Un vero e proprio tesoro nascosto fra i rifiuti elettronici che inevitabilmente vengono generati con il dismettere i propri pc, telefoni cellulari, smartphone e tablet. Un patrimonio recuperato, stando ai dati diffusi dagli scienziati e ricercatori intervenuti al recente convengo sull’e-waste di Accra (Ghana), appena per il 15%.

RAEE più che mai preziosi secondo quanto emerso dagli studi presentati al convegno di Accra, organizzato dalla United Nations University e dalla Global e-Sustainability Initiative (GeSI). Alla base di questo capitale in rifiuti l’ottima conduttività termica ed elettrica che oro e argento garantirebbero anche ai circa 100 milioni di tablet prodotti nel 2012 e ai 200 previsti per il 2014.


Fa riflettere soprattutto il volume del metallo prezioso destinato alla spazzatura RAEE rispetto a quello estratto ogni anno, quest’ultimo 40 volte inferiore al quantitativo che raggiunge i centri di smaltimento e le discariche. Rilevante l’impiego dell’oro nei prodotti elettronici, pari lo scorso anno a ben 320 tonnellate, quasi raddoppiato rispetto alle 197 t. del 2001. Nel confronto sui dati alla produzione tra il 2001 e lo scorso anno è poi emerso come sia aumentata del 15% passando da 3.900 a 4.500 tonnellate. Notevole infine anche l’incremento del prezzo, con un’oncia d’oro pagata 300 dollari ad inizio millennio e ben 1.500 nel 2011.

10 luglio 2012
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