RAEE: smaltimento gratuito nei centri commerciali da febbraio

Gli italiani più attenti all’ambiente sanno dell’esistenza della formula uno contro uno. In questo modo, al momento dell’acquisto di un prodotto elettrico o elettronico, come per esempio un telefonino, si può lasciare al venditore il telefonino vecchio per poterlo smaltire nella maniera corretta.

Da febbraio, insieme all’uno contro uno, verrà introdotta anche la formula “uno contro zero”. Si tratta di una nuova direttiva voluta dall’Unione Europea per incentivare il ritiro dei rifiuti elettronici, la quale permette di smaltire un oggetto vecchio senza necessariamente acquistarne uno nuovo.

Per adesso questa possibilità è limitata soltanto ai piccoli elettrodomestici (vanno bene telefonini o stampanti, ma non i frigoriferi), anche se non è detto che vengano introdotti successivamente. Obbligati al ritiro saranno i centri commerciali o i grandi negozi che superano i 400 metri quadrati. Questa nuova direttiva dell’UE serve per permettere ai vari Paesi di rientrare nei parametri di raccolta del RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Oggi l’Italia rispetta le normative e ha una discreta percentuale di riciclo, ma dovrà raddoppiarla entro il 2016. Per quell’anno bisogna raggiungere il 45% di riciclo che corrisponde a circa 8 kg di rifiuti elettronici per ogni cittadino (oggi sono 4), per poi portare questa soglia al 65% entro il 2019 (14 kg pro capite).

Il riciclo dei materiali elettronici non è certo un capriccio dell’Unione Europea. Esso serve per recuperare materiali preziosi contenuti nei RAEE, sempre più rari in natura e di conseguenza più costosi, e serve anche per evitare lo smaltimento scorretto in discarica. I rifiuti elettronici infatti contengono molte sostanze tossiche (piombo, nichel, cadmio solo per citare le più comuni), che se smaltite in maniera scorretta rischiano di inquinare la terra e le falde acquifere.

Per questo motivo, oltre a costringere i rivenditori a smaltire i rifiuti, l’Unione Europea ha introdotto anche pene più severe per chi smaltisce queste risorse in maniera scorretta. Tra le norme introdotte ci sono pene maggiori per chi esporta illegalmente i RAEE, fenomeno tristemente comune che ha trasformato intere città dell’Africa e del Sud-Est asiatico in discariche a cielo aperto.

14 novembre 2013
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