Rivoluzione nello smaltimento di cellulari, tablet e piccoli elettrodomestici. Da oggi 22 luglio 2016 entra in vigore il decreto uno contro zero, che obbliga i rivenditori a ritirare gratuitamente i mini RAEE senza obbligo di un nuovo acquisto di un prodotto equivalente per i consumatori. Si tratta del decreto 121 del 31 maggio 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio 2016.

La norma entrata in vigore oggi si applica ai rifiuti elettronici di piccole dimensioni. Nello specifico è possibile ricorrere all’uno contro zero per conferire gratuitamente apparecchi elettronici in cui almeno uno dei lati non superi i 25 centimetri. I distributori potranno rifiutare il ritiro di un RAEE soltanto se è compromesso al punto da rappresentare un pericolo per la salute del personale.

I cittadini che vogliono usufruire del nuovo meccanismo di ritiro dovranno cercare un rivenditore di elettrodomestici o cellulari con un’estensione del punto vendita di almeno 400 metri quadrati. I punti vendita più piccoli e i rivenditori online potranno effettuare il ritiro uno contro zero facoltativamente.

Il presidente del consorzio Remedia Walter Rebosio si è detto certo che l’entrata in vigore del decreto uno contro zero darà una marcia in più alla raccolta dei RAEE, contrastando lo smaltimento illegale o improprio.

L’uno contro zero consentirà all’Italia di centrare i target comunitari sulla raccolta dei RAEE, fissati al 65% dell’immesso sul mercato o all’85% dei rifiuti prodotti dai consumatori italiani. Un obiettivo da raggiungere entro il 2019. Per quella data la raccolta di RAEE pro capite dovrà passare dagli attuali 4 kg all’anno a quota 10 kg.

Rebosio ha precisato che anche il ritiro uno contro uno resta in vigore:

L’uno contro uno è valido e utile soprattutto per i RAEE di grandi dimensioni o per tutti gli acquisti online o da promozione televisiva.

Il Consorzio ha invitato i cittadini a ricorrere all’uno contro zero e i rivenditori a informare i clienti sulla possibilità di consegnare gratuitamente presso il punto vendita i piccoli apparecchi vecchi, rotti e in disuso. I RAEE accumulati nei punti vendita dovranno essere avviati ai centri di recupero ogni 6 mesi o quando avranno raggiunto i 1.000 Kg. In ogni caso i tempi di deposito non potranno superare la soglia dei 12 mesi. A occuparsi del trasporto può essere il rivenditore stesso o un’azienda terza iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Rebosio ha poi ricordato che il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici ha benefici economici e ambientali tutt’altro che trascurabili.

Le 33 mila tonnellate di RAEE gestite da Remedia nel 2015 hanno consentito di risparmiare l’immissione in atmosfera di ben 205 mila tonnellate di CO2. La filiera del recupero dei RAEE ha avvantaggiato anche l’industria italiana, con un risparmio sull’importazione di materie prime di circa 16 milioni di euro.

22 luglio 2016
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