Recuperare le materie prime delle apparecchiature elettriche ed elettroniche è fondamentale per passare a un’economia circolare, fondata sulla valorizzazione del rifiuto come risorsa. Lo sa bene ReMedia che ha fatto del recupero dei RAEE la sua missione.

In occasione dei suoi 10 anni di attività, il Consorzio ha diffuso le cifre sui rifiuti tecnologici avviati a recupero. I dati sono contenuti nel “Green Economy Report”, presentato nel corso del convegno “Hi Tech & Ambiente 2015 – L’arrivo dirompente della Circular Economy” e promosso in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile.

Dall’analisi emerge che dal 2008 ReMedia ha gestito quasi mila tonnellate di RAEE. Si tratta perlopiù di RAEE domestici, corrispondenti al 91% del totale. I RAEE professionali ammontano invece al 5% della quota gestita dal Consorzio ReMedia, mentre pile e accumulatori rappresentano il restante 4%. Proprio RAEE professionali, pile e accumulatori negli ultimi anni hanno fatto segnare un incremento dei quantitativi raccolti.

Nel corso del convegno i vertici di ReMedia hanno sottolineato i vantaggi del corretto recupero dei RAEE: dalla stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sempre più rare da reperire in natura e costose, alla riduzione dell’inquinamento ambientale causato dallo smaltimento illecito dei rifiuti elettronici. Senza dimenticare che il settore del riciclo crea posti di lavoro stabili e favorisce l’innovazione sostenibile.

Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia, ha ricordato che la rigenerazione e il riciclo nel mondo impiegano già un milione di persone. Cifre che sono destinate ad aumentare nei prossimi anni grazie agli impegni più ambiziosi assunti dai Paesi industrializzati sul fronte del riciclo.

Grazie alle tecnologie moderne è ormai possibile recuperare materie prime o energia da quasi tutti i rifiuti tecnologici raccolti. Lo dimostra il fatto che solo l’8% dei RAEE gestiti dal Consorzio è finito in discarica o è stato bruciato.

I materiali riciclati sono perlopiù metalli provenienti dagli elettrodomestici e dai computer. Seguono il vetro degli schermi e delle lampade e la plastica.

Grazie alle materie prime recuperate è stato possibile evitare di estrarre 80 mila tonnellate di risorse minerali e fossili, con un risparmio per l’Italia di 21 milioni di euro sulle importazioni di metalli.

Il riciclo dei RAEE ha permesso inoltre di conseguire enormi benefici ambientali, risparmiando l’immissione in atmosfera di 39.300 tonnellate di CO2 equivalente equivalenti ai gas serra generati annualmente da 8 mila auto su tratte di 30 mila km.

Il corretto smaltimento dei gas contenuti nei frigoriferi e nei condizionatori ha ridotto le emissioni climalteranti di ulteriori 138 mila tonnellate.

A beneficiare del riciclo dei RAEE sono state anche le risorse idriche. La contaminazione delle acque, causata dallo smaltimento dei rifiuti elettronici nell’ambiente, è stata scongiurata per un volume idrico di ben 705 mila m3, pari a circa 300 piscine olimpioniche.

Il Consorzio ha ricordato infine che grazie al recupero delle materie prime è stato possibile evitare un consumo di suolo di 382 ettari.

12 giugno 2015
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