È cresciuta del 68% rispetto al 2015 la raccolta di RAEE per Remedia. Questa una delle voci del bilancio annuale del consorzio, pubblicato sotto il titolo di Green Economy Report 2016. Un documento che non soltanto tira le somme dell’attività di recupero e riciclo, ma anche esprime valutazioni e analisi sulle opportunità di sviluppo dell’intera filiera.

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All’interno del report presentato da Remedia, realizzazione con la collaborazione della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, anche un’analisi di quelle che sono le misure introdotte dal Pacchetto europeo di misure sulla Circular Economy. Tornando però a quelli che sono i numeri registrati dal consorzio nel 2016 si può notare, oltre all’incremento del 68% di rifiuti tecnologici raccolti, anche le oltre 67 mila tonnellate di RAEE raccolti e avviati al trattamento (l’86,6% dei quali di origine domestica).

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Remedia si conferma inoltre il primo consorzio RAEE per rifiuti pericolosi gestiti (43.376 tonnellate) e ha fatto registrare una puntualità di servizio del 99% sugli apparecchi elettronici a fine utilizzo di origine domestica (raccolti in 2.280 Centri di Raccolta comunali).

Il tutto si è tradotto in un risparmio di CO2 equivalente a 311 mila tonnellate, 1 milione di metri cubi di acqua, 107 mila tonnellate di risorse e 626 ettari di terreno. In termini economici l’Italia ha risparmiato 24 milioni di euro di importazioni, grazie all’impiego di materie prime seconde recuperate (perlopiù metalli, l’85,1%, seguiti da plastica e vetro con rispettivamente 14,8 e 0,1%). Secondo quanto ha dichiarato Walter Rebosio, presidente Consorzio Remedia:

Il 2016 è stato per noi un anno estremamente positivo: abbiamo registrato una grande crescita, con oltre 400 nuovi Produttori che hanno scelto di aderire a Remedia e il 68% in più di rifiuti tecnologici gestiti, quest’anno di oltre 67 mila tonnellate. Per raggiungere questi risultati è necessario un grande impegno, come quello che abbiamo continuato a mettere in tutte le nostre attività, con massima trasparenza del nostro operato e un controllo puntuale di tutta la filiera.

Il grande incremento di volumi è stato gestito senza mai trascurare la qualità del trattamento, anche grazie alla nostra rete di partner, che sono stati in grado di mettere in campo efficienza ed esperienza. Continueremo a impegnarci per confermare questo trend positivo anche per il 2017, in un percorso più ampio di crescita sostenibile che ci accompagnerà verso gli ambiziosi obiettivi di raccolta europei fissati per il 2019.

A commento del rapporto è intervenuto anche Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che ha sottolineato l’importanza di un rafforzamento della responsabilità dei produttori:

Alla vigilia della definizione del nuovo pacchetto di direttive europee sui rifiuti in chiave di circular economy è utile avviare una riflessione anche sul sistema di gestione dei RAEE in Italia. In questo sistema Remedia – lo dicono i risultati raggiunti – è un’eccellenza, un riferimento imprescindibile anche per le modifiche che si renderanno necessarie per attuare le nuove norme europee. Anche se ancora non c’è un testo normativo europeo finale, sono ormai noti orientamenti consolidati.

Sarà richiesto un rafforzamento della responsabilità dei produttori e degli Stati nel raggiungimento degli obiettivi sia di raccolta, sia di avviato al recupero, al riciclo e al riutilizzo: temi sui quali, sia per la qualità dei dati, sia per il raggiungimento degli obiettivi di sistema, dobbiamo fare in Italia ulteriori significativi passi avanti.

22 giugno 2017
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