La raccolta dei RAEE gestita dai sistemi collettivi nel 2015 è cresciuta dell’8%, attestandosi su oltre 249 milioni di kg, pari a una media pro capite di 4,1 Kg. Lo scorso anno sono aumentati anche i centri di conferimento, a quota +2,76% rispetto al 2014 per un totale di 3.096. Sono le cifre contenute nel rapporto annuale sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche presentato ieri a Milano dal Centro di coordinamento RAEE.

Il report giunto quest’anno alla sua ottava edizione colloca la Valle d’Aosta in testa alla classifica delle Regioni più virtuose d’Italia nella raccolta dei RAEE. La Regione vanta una raccolta pro capite di RAEE pari a 8,24 Kg. La Valle d’Aosta insieme al Trentino-Alto Adige primeggia anche per il numero di centri di raccolta presenti sul territorio regionale, pari a 20 ogni 100.000 abitanti.

Al Centro Italia la Regione più virtuosa è la Toscana. Il primato per il Sud e le Isole è stato invece conquistato dalla Sardegna. Nel 2015 la raccolta di rifiuti elettronici al Sud e nelle Isole è aumentata dell’11,84%. Per quanto riguarda i valori assoluti a conquistare il primato nel 2015 è stata la Lombardia, con una raccolta di 52 milioni di kg di RAEE.

Il raggruppamento più raccolto è stato il numero 1 (freddo e clima), a quota 70 mila tonnellate. La crescita registrata nella raccolta è stata di ben il 9,98% rispetto al 2014. La raccolta di tv e monitor ha invece chiuso il 2015 a quota – 4,86%. Fabrizio D’Amico presidente del Cdc Raee si è detto ottimista sui dati registrati nel 2015:

I tempi del crollo drammatico dei flussi di rifiuti sembrano essere alle spalle e si nota un vento di ripresa anche nel nostro settore, dopo le consistenti perdite di volumi registrate negli ultimi tre anni.

Secondo D’Amico in Italia i tempi sono finalmente maturi per puntare al raggiungimento degli obiettivi comunitari sulla raccolta dei RAEE, fissati a 45 tonnellate per ogni 100 immesse sul mercato entro la fine del 2016. Il percorso tuttavia non sarà in discesa, perché l’Italia è ancora ferma a quota 30 tonnellate di recupero su 100 di immesso.

Gli esperti invitano a non abbassare la guardia sullo smaltimento illegale dei RAEE, una piaga non ancora del tutto sanata che comporta gravi rischi per l’ambiente e la salute pubblica. Come illustra D’Amico la raccolta deve necessariamente accelerare, tramite nuovi investimenti nel settore e campagne di educazione civica:

Per evitare le sanzioni è necessario far comprendere agli italiani che l’economia circolare si realizza in casa propria e non soltanto nelle direttive di Bruxelles.

18 marzo 2016
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