Se l’ISPRA aveva rilevato dal 2011 al 2013 una diminuzione della raccolta di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) del 4,6%, il 2014 si delinea come un anno in controtendenza. È stata rilevante la crescita della raccolta di questi rifiuti, almeno secondo i dati di Ecodom, il Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici che gestisce il 32% dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia.

Una crescita del 6,8%, pari a 75.900 tonnellate di materiale, con un risparmio energetico di oltre 78.200.000 kWh di energia elettrica e di 850.000 tonnellate di CO2 che non è stata immessa in atmosfera.

Tra le varie tipologie di rifiuti sono gli R2, ovvero “i grandi bianchi” (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua) a segnare il maggiore aumento con un +13,3% pari a 40.300 tonnellate, mentre gli R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) sono arrivati a un +2,7% e gli R1 (freddo e clima) a un +0,3%.

A livello regionale la migliore prestazione è stata della Lombardia, che ha contribuito con 15.821 tonnellate di apparecchiature trattate, 15.455.000 kWh di energia risparmiata e 154.400 tonnellate di CO2 di emissioni evitate; a seguire la Toscana con una raccolta RAEE di 7.798 tonnellate, risparmio energetico di 7.495.000 kWh e 72.660 tonnellate di CO2 non emesse; terzo il Veneto con una raccolta di 7.551 tonnellate; quarta l’Emilia Romagna con 7.407 tonnellate e poi il Piemonte con 5.878 tonnellate.

Materiali come ferro, alluminio, rame, plastica vengono sottratti alla discarica per essere riutilizzati. Si parla di 45.139 tonnellate di ferro, 2.166 tonnellate di alluminio, 1.775 tonnellate di rame e 7.839 tonnellate di plastica. Numeri davvero rilevanti che possono fare la differenza e che possono ancora crescere.

13 gennaio 2015
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