Quasi 16 mila tonnellate di RAEE sono stati smaltiti nel 2014 tra piccoli elettrodomestici, cellulari e smartphone ed elettronica varia non più funzionante. È il bilancio tracciato nell’ultimo report di Ecolight, consorzio no profit per la gestione dei rifiuti elettronici, pile e accumulatori esausti.

Secondo il “Rapporto Sociale 2014″, Ecolight ha incrementato dell’11% la raccolta, passando da 14.300 a quasi 16 mila tonnellate di RAEE. In totale, nel 2014 il consorzio ha gestito circa 21 mila tonnellate di rifiuti.

L’azione del consorzio segue due direttive principali: lo smaltimento all’interno del sistema del Centro di Coordinamento RAEE e la raccolta presso i punti vendita. Grazie a 7 mila missioni effettuate nel 2014, Ecolight ha gestito oltre 1.500 tonnellate di rifiuti elettronici.

Inoltre con “Fai Spazio”, servizio dedicato alle aziende per la gestione dei rifiuti professionali, Ecolight ha portato avanti 2 mila missioni, trattando oltre mille tonnellate di RAEE. La parte più difficile da gestire, secondo il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio, è quella dei rifiuti più piccoli, come smatphone e cellulari. Dezio ha spiegato:

I RAEE di piccole dimensioni sono quelli più difficili da intercettare. Si stima che solamente uno ogni cinque segua un corretto iter di gestione. È importante concentrare gli sforzi per incrementare la raccolta e il dato dell’attività svolta rappresenta un importante passo in avanti.

Ecolight raccoglie tutte le tipologie di rifiuti elettronici: dai frigoriferi ai televisori, dalle lavatrici fino ai cellulari e alle sorgenti luminose. L’importanza di dello smaltimento dei rifiuti di dimensioni contenute deriva dal fatto che questi, a differenza degli elettrodomestici, sono recuperabili per oltre il 95% del loro peso.

Anche il bilancio parziale del 2015 è positivo: nei primi 5 mesi dell’anno in corso il consorzio ha visto una crescita della raccolta dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2014. Dezio ha concluso:

Delle 16 mila tonnellate che abbiamo gestito come consorzio, solamente 800 sono andate a smaltimento. La parte restante è stata lavorata per diventare materie prime seconde che sono state reimmesse nei cicli produttivi.

16 luglio 2015
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