Cala, per la prima volta in cinque anni, la raccolta dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) in Italia, che nel 2012 ha fatto registrare una contrazione del 17%. È il dato principale che emerge dal Rapporto di Sostenibilità annuale presentato da Ecodom il principale, per quantità di rifiuti intercettati, consorzio di gestione dei RAEE nel nostro Paese.

Un trend che si giustifica solo in parte con il calo delle vendite di apparecchi elettronici, ma si spiega soprattutto con l’aumento del fenomeno della sottrazione di RAEE dal ciclo legale di gestione di questo tipo di rifiuti. Solo un quarto dei RAEE generati ogni anno in Italia, infatti, viene intercettato dal sistema “formale” di raccolta, secondo un’indagine realizzata per Ecodom dalla United Nation University in collaborazione con il Politecnico di Milano e Ipsos.

Ben 700.000 tonnellate di materiali ogni anno, invece, vengono sottratte al circuito del recupero da soggetti interessati al valore economico delle materie prime più facili da estrarre, come rame, ferro, alluminio. In qualche caso, questi RAEE vengono esportati illegalmente verso Paesi in via di sviluppo, dove vengono trattati in condizioni molto discutibili sul piano ambientale e sociale.

Spiega il Presidente di Ecodom Paolo Zocco Ramazzo:

Purtroppo in Italia esistono moltissimi flussi “paralleli”, dove scompaiono circa tre quarti dei RAEE generati. Facciamo appello al Parlamento e al Governo perché agiscano con tempestività, intensificando i controlli e semplificando la normativa vigente. L’imminente recepimento della nuova Direttiva UE sui RAEE si prospetta come un’opportunità per limitare questa inaccettabile dispersione e al tempo stesso potenziare la raccolta, valorizzando gli elementi positivi dell’attuale Sistema.

Nonostante le crescenti illegalità, comunque, nel 2012 Ecodom ha gestito circa 72.000 tonnellate di rifiuti elettronici: 35.931 tonnellate di frigoriferi, congelatori, condizionatori (R1), 35.690 tonnellate di lavatrici, lavastoviglie, scalda-acqua, forni, cappe (R2) e 332 tonnellate di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e computer (R4).

Numeri che hanno permesso di recuperare circa 62.000 tonnellate di materie prime seconde, dal ferro (oltre 44.000 tonnellate), alla plastica (7.000 tonnellate), dal rame (2.000 tonnellate) all’alluminio (1.700 tonnellate).

Per quanto riguarda le emissioni risparmiate, il processo di recupero dei RAEE ha permesso du evitare l’immissione in atmosfera di 790.838 tonnellate di CO2, una quantità equivalente a quella che sarebbe stata assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la provincia di Lodi (800 Kmq). il risparmio, tuttavia, potrebbe salire a oltre 1.800.000 tonnellate di CO2 se tutti i rifiuti elettronici prodotti ogni anno nel nostro Paese fossero trattati nel modo corretto.

In totale, nel 2012 sono stati raccolti e trattati 4 kg di rifiuti elettronici, che collocano l’Italia è al 16imo posto in Europa, ancora molto lontano dall’obiettivo indicato dall’Unione europea, pari a circa 12 kg/abitante all’anno entro il 2019. Per quanto riguarda infine la distribuzione regionale, la regione più virtuosa è stata la Lombardia, con oltre 12.000 tonnellate di RAEE avviate a recupero. Seguono Veneto (oltre 7.000 tonnellate), Sicilia ed Emilia Romagna (entrambe con 7.000 tonnellate di RAEE). Agli ultimi posti della graduatoria regionale Molise, Basilicata e Valle d’Aosta.

In occasione della presentazione dei dati Ecodom, avvenuta a Roma presso l’Ara Pacis, è stata premiata anche Ilaria Sesana, vincitrice del concorso “Raeeeporter Social” organizzato insieme a Legambiente. La giornalista ha vinto grazie alle foto scattate a Milano, che hanno documentato come sia ancora fin troppo diffusa la pratica di abbandonare rifiuti elettrici ed elettronici nelle strade, senza alcun conferimento nelle isole ecologiche.

27 giugno 2013
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