Continua a crescere la quota di RAEE gestiti da Ecodom. Nel 2016 il Consorzio ha incrementato del 21,6%, rispetto al 2015, il quantitativo di rifiuti elettronici trattato (superiore alle 95 mila tonnellate). Un risultato frutto di 41 mila ritiri presso 4.500 “Punti di Prelievo” serviti, rispetto ai circa 20 mila presenti sul territorio nazionale.

La raccolta dei RAEE di Ecodom ha fatto inoltre registrare, sottolinea il Consorzio in una nota, un tasso di puntualità nel servizio del 99,9%. L’altro obiettivo raggiunto è quello di una quota di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche gestiti pari al 33% del totale registrato da tutti i Sistemi Collettivi italiani.

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Attraverso la gestione dei RAEE da parte del Consorzio Ecodom è stato possibile recuperare ferro (oltre 57 mila tonnellate), alluminio (1.900 tonnellate), rame (1.800 tonnellate), plastica (9 mila tonnellate), con un risparmio in termini di emissioni di CO2 pari a oltre 870 mila tonnellate.

Il maggiore incremento nella raccolta dei RAEE è stato registrato dal raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni, cappe e scalda-acqua), cresciuto del 32% rispetto al 2015 e che con 56 mila tonnellate fa registrare il miglior risultato di sempre per Ecodom. Positivo anche il bilancio del gruppo R1 (frigoriferi e condizionatori), cresciuto dell’8% nel corso del 2016 (oltre 37 mila tonnellate trattate).

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Più contenuta la quota mercato Ecodom per quanto riguarda R3 (televisori e monitor) e R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica e apparecchi di illuminazione), i cui dati risentono quindi di una minore presenza del Consorzio: -34% per gli R3; + 50% per gli R4.

Regione più virtuosa la Lombardia con 19.400 tonnellate trattate (20 milioini di kWh risparmiati e una mancata emissioni di gas serra pari a 157 mila t. di CO2). Seguono Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Come ha sottolineato Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom:

L’’incremento delle quantità di RAEE gestite dal Consorzio nel 2016 è stato davvero notevole: con un + 21,6% abbiamo superato le 95 mila tonnellate, che rappresentano il 33% del totale gestito dall’intero Sistema RAEE italiano.

Questo risultato non è frutto però solo di una cultura della raccolta differenziata sempre più diffusa tra Comuni e cittadini, ma deriva anche dalla drastica riduzione del valore delle materie prime seconde, soprattutto ferro e plastica, sul mercato internazionale; questo crollo ha reso i RAEE molto meno interessanti per il mercato parallelo, cioè per tutti quei soggetti che negli anni scorsi cercavano di accaparrarsi i RAEE raccolti da Enti Locali e Distributori per estrarne le materie prime seconde, spesso con processi non idonei dal punto di vista ambientale”.

12 gennaio 2017
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