Come fare per smaltire correttamente i RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche? Per evitare errori e fugare ogni dubbio arriva il nuovo vademecum stilato da Ecolight, consorzio nazionale che si occupa della gestione dei rifiuti elettronici e delle pile.

Sono tre, spiega Ecolight, le possibilità che si aprono per chi ha necessità di liberarsi di un rifiuto elettronico. La prima consiste nel portarli in una delle 3.648 isole ecologiche attrezzate per la raccolta differenziata dei RAEE.

In questo caso, è fondamentale depositare il rifiuto nel cassone giusto: contrassegnato dalla sigla R1 per i frigoriferi; lavatrici e forni in quello R2; R3 per i televisori e i monitor; R4 per i piccoli elettrodomestici e l’elettronica di consumo; R5 per i neon e le lampade a risparmio energetico.

La seconda possibilità è il cosiddetto “Uno contro uno”, che permette di lasciare il vecchio dispositivo in negozio all’atto dell’acquisto di una nuova apparecchiatura. In base al DM 65/2010, il conferimento è gratuito per il consumatore (anche in caso di consegna a domicilio), che è tenuto soltanto a compilare una apposita scheda.

Infine, le imprese e i liberi professionisti possono affidarsi al servizio di raccolta di Ecolight contattando direttamente il consorzio. In ogni caso, spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight:

È bene non dimenticare che i RAEE sono rifiuti speciali il cui conferimento è regolamentato dalla legge. Inoltre, da un loro corretto trattamento è possibile ricavare importanti materie prime seconde come plastica, vetro e metalli che possono essere utilizzate nella creazione di nuovi prodotti.

In Italia la produzione di RAEE si attesta intorno al milione di tonnellate all’anno, quasi 18 kg per abitante (dati ONU aggiornati al 2012). Meno del 30% di questi rifiuti, però, è stato gestito nel modo giusto. La raccolta dei rifiuti elettronici è ferma ai 4 kg pro capite, nonostante la direttiva comunitaria in materia fissi a 12 kg/abitante l’obiettivo per il 2019. Un problema al quale Ecolight tenta di rispondere anche con la sperimentazione del progetto europeo Identis WEEE, avviata nella zona di Bologna.

Presso il parco commerciale Meraville di Bologna, in via Tito Carnacini, al parco commerciale Navile di Bologna in via Colombo e al Leroy Merlin in via De Curis a Casalecchio di Reno (Bo) sono stati posizionati i “cassonetti intelligenti” RAEEshop: accedendo con la tessera sanitaria o la tessera Hera è possibile conferire gratuitamente i propri RAEE di piccole dimensioni. Conclude il direttore generale di Ecolight:

Un piccolo sforzo può dare molto all’ambiente: in media i RAEE, dalle lavatrici alle aspirapolvere fino alle lampadine a risparmio energetico, sono riciclabili per oltre il 90 per cento del loro peso. Non sono quindi un rifiuto, ma rappresentano una risorsa che deve seguire la corretta strada di raccolta e trattamento.

14 gennaio 2014
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