RAEE: 765 mila tonnellate gestite da Ecodom in 10 anni. Italia fanalino di coda

I RAEE sono, senza dubbio, i rifiuti più caratterizzante della nostra epoca. Tutti noi abbiamo in casa frigoriferi, lavastoviglie, cellulari, televisori, lampadine e chi più ne ha, più ne metta. È dunque logico che questi apparecchi, arrivati a fine vita, debbano essere smaltiti, in modo ambientalmente ed economicamente sostenibile, andando a estrarne le materie prime seconde, utilissime per la costruzione di nuovi apparecchi, in piena logica circolare. Ecodom, il più grande Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici, è stato in questa attività un vero e proprio pioniere, vantando ben 10 anni di attività in cui ha gestito 765 mila tonnellate di elettrodomestici dismessi, riciclando la bellezza di 668 mila tonnellate di materie prime seconde. Solo per fare un esempio, il ferro estratto dagli elettrodomestici gestiti da Ecodom in questa decade è arrivato a 460 mila tonnellate, una quantità pari a oltre mille treni Frecciarossa.

Un bilancio dunque molto positivo per il consorzio, che oggi ha celebrato questo traguardo decennale presentando a Roma il nuovo rapporto di sostenibilità 2017 (consultabile online su www.ecodom.report/it) e un libro che ne ripercorre la storia di successo, “L’era dei RAEE – 10 anni di Ecodom, scritto dal giornalista Marco Gisotti. Ma oltre alle tante luci, frutto del bvuon lavoro svoloto dal consorzio, Ecodom ha anche restituito una fotografia precisa (e impietosa) dei numeri complessivi dell’Italia nella raccolta dei RAEE dove il Belpaese non ne esce affatto bene. Con circa 5 kg per abitante di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolti ogni anno l’Italia è il fanalino di coda in Europa, superata di gran lunga da paesi come Francia, Regno Unito, Irlanda, Austria e Belgio che si attestano su oltre 8 kg e surclassato da Svizzera e Norvegia con ben 15 kg raccolti per abitante.

Il motivo di questo gap purtroppo va individuato nella vasta presenza nel nostro paese di sistemi di smaltimento illegali e nella mancata emanazione di leggi che impongano una qualità elevata nel trattamento dei RAEE. Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, ha ben sintetizzato questa problematica nelle sue dichirazioni:

Considerando che la Comunità Europea ha fissato il target pari al 65% dell’immesso sul mercato per il 2019 è importante che lo Stato italiano inizi a cercare attivamente i flussi di RAEE nascosti, gestiti al di fuori del controllo dei Sistemi Collettivi. Sono necessarie attività investigative sui flussi illegali di RAEE, cui faccia seguito l’applicazione di sanzioni amministrative e penali commisurate all’entità sia dei profitti illeciti sia dei danni ambientali e sociali provocati. E’ inoltre indispensabile – conclude Arienti – che nel 2018 venga approvato il Decreto sulla qualità del trattamento dei RAEE e che l’iter di recepimento delle Direttive Comunitarie contenute nel pacchetto di Economia Circolare sia l’occasione per semplificare e rendere più praticabile la normativa italiana sui rifiuti”.

A margine del convegno sui dieci anni di Ecodom abbiamo rivolto alcune domande proprio a Giorgio Arienti, che ci ha illustrato lo stato della raccolta dei RAEE in Italia, e a Marco Gisotti, autore del libro “L’era dei RAEE – 10 anni di Ecodom”:

16 maggio 2018
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