Il decreto ministeriale numero 65 del 2010, relativo ai RAEE, si è dimostrato in grado di portare dei primi risultati significativi sin dalla sua entrata in vigore. Secondo il rapporto diffuso dal consorzio Ecolight, nello scorso anno i 3.000 esercizi commerciali presenti su tutto il territorio nazionale hanno contribuito alla raccolta e al corretto smaltimento di circa 4.000 tonnellate di rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Si tratta di un primo segnale positivo da parte della distribuzione italiana, a cui dovranno però seguire altri sforzi sia da parte dei commercianti che delle istituzioni.

A parlarne è Walter Camarda, presidente di Ecolight, che precisa come in seguito all’applicazione del decreto citato poc’anzi (conosciuto anche come “Uno contro uno”), nel trimestre che va da ottobre a dicembre 2010 siano stati raccolte quasi 1.000 tonnellate di rifiuti, molti dei quali elettrodomestici di grandi dimensioni come lavatrici, forni e lavastoviglie, oltre 10.000 televisori rimpiazzati dai modelli di ultima generazione, complice anche il passaggio al digitale terrestre. Più contenute le stime relative all’elettronica di consumo, ovvero ai dispositivi come personal computer, lettori multimediali e telefoni cellulari.

La strada imboccata pare dunque essere quella giusta, con negozi e store che avendo la possibilità di smaltire in modo gratuito i prodotti usati, ritirandoli a domicilio senza spese per l’utenza (a fronte di un nuovo acquisto), hanno ben accolto le disposizioni del nuovo decreto. Il desiderio espresso da Ecolight, oggigiorno, riguarda un’ulteriore semplificazione della normativa e un’organizzazione più efficace per quanto riguarda la gestione delle isole ecologiche comunali adibite al materiale che rientra nella categoria RAEE.

7 febbraio 2011
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