Dopo aver rilevato tracce di Iodio 131 nei vegetali a foglia larga e nel latte, l’ISPRA ha segnalato un ulteriore piccolissimo aumento della presenza di iodio 131 e cesio 137. I risultati sono frutto della campagna di monitoraggio della radioattività ambientale in corso in Italia dal 12 marzo scorso e intensificata proprio nei confronti delle sostanze radioattive estremamente volatili.

I dati, aggiornati alle ore 20 del 07 aprile, sono stati diffusi dallo stesso Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che, grazie al sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell’Ambiente, ha l’obiettivo di monitorare l’eventuale radioattività atmosferica derivante dall’incidente nella centrale di Fukushima in Giappone.

In particolare, a fronte di un livello massimo di radioattività ammissibile pari a 2000 Bq/kg (Becquerel per chilogrammo), le misure sui vegetali a foglia larga hanno mostrato tracce di Iodio 131 comprese tra 0,06 e 0,80 Bq/kg. Nel caso dei campioni di foraggio, invece, si raggiungono cincentrazioni di Iodio 131 che oscillano tra 0,49 e 2,8 Bq/kg e di Cesio 137 variabili tra 0,40 e 15,8 Bq/kg (livello massimo ammissibile = 1250 Bq/kg).

Anche per quanto riguarda le misure effettuate sul latte è stato evidenziato un leggero aumento della concentrazione di Iodio 131 che, da 0,15 Bq/l, è passato a valori compresi tra 0,30 e 1,20 Bq/l (livello massimo ammissibile = 150 Bq/l).

L’ISPRA ha comunque affermato che le concentrazioni sono in linea con quelle rilevate negli altri paesi europei e che i valori riscontrati non costituiscono alcun rischio di tipo sanitario. Nonostante le attività di monitoraggio non abbiano rilevato valori non riconducibili alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale, nel corso dei prossimi giorni saranno intensificate le misure di deposizione al suolo che avverranno ora con una cadenza settimanale.

11 aprile 2011
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