Un comune italiano su 7 ha raggiunto, nel 2011, almeno il 65% di raccolta differenziata, che la legge nazionale impone come percentuale minima solo a partire da quest’anno. Questo il dato principale emerso dall’edizione 2012 di Comuni Ricicloni, la campagna di Legambiente che premia le amministrazioni comunali più efficienti in materia di gestione dei rifiuti.

Sono ben 1.123 le città italiane, grandi e piccole, che hanno ottenuto il riconoscimento. A cominciare dalla vincitrice assoluta: Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, che ottiene in primo posto in classifica per il terzo anno consecutivo. Per quanto riguarda le singole categorie di comuni esaminati, tra i grandi centri di conferma il 34% di Milano, ancora decisamente al di sotto dei limiti di legge.

Molto meglio Salerno, che con il suo 68% di raccolta differenziata continua a spiccare tra le città del Sud. Torino supera il 40% solo in alcuni quartieri, mentre nel resto della città non raggiunge ancora il 30% di differenziata. Sempre meglio di Roma, che secondo Legambiente è ormai nel pieno di una vera e propria emergenza.

Nel complesso, l’Italia marcia ancora a due velocità, come spiega Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente:

La pattuglietta di pionieri dei primi anni della ricerca ora è diventata un pattuglione che tira la volata, ma un migliaio di comuni è fermo all’anno zero. L’aspetto significativo è che il gruppo intermedio, in fase di transizione verso l’efficienza, in tempi brevi riesce a raggiungere il vertice. Un esempio sono i quartieri di Torino dove è partito il porta a porta e che già sono oltre il 60%, le recenti sperimentazioni di Napoli, il riavvio a Milano dell’organico.

Per quanto riguarda i dati regionali, tutte le prime 5 posizioni della classifica dei Comuni Ricicloni sono occupate da regioni del Nord: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia e Piemonte. Al Centro Italia emergono la Toscana, con l’introduzione del porta a porta in diversi comuni, e le Marche, dove la differenziata è aumentata del 6,13%. Arretra invece la Sardegna, tradizionalmente virtuosa, che nel 2011 ha fatto segnare un calo della raccolta del 6,35%.

Dal dossier Comuni Ricicloni 2012, infine, emerge un altro dato interessante: l’anno scorso la produzione nazionale di rifiuti è calata complessivamente di 4,4 punti percentuali. Si tratta probabilmente di un effetto della crisi economica, ma anche della maggiore attenzione degli italiani nell’evitare gli sprechi e rinunciare al superfluo. Commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

Dalla crisi usciremo diversi da come siamo entrati. Sono passati circa 30 anni da quando si sono varate in Italia le fondamenta giuridiche e industriali del settore rifiuti e già tutto cambia. Allora si regolamentavano discariche e inceneritori. Oggi nella “green economy” del riciclaggio operano migliaia di aziende nuove o rinnovate, decine di migliaia di occupati, servizi, imprese sociali e attività di ricerca: in tutto 5 mila imprese e 150 mila occupati, secondo in Europa solo alla Germania.

L’edizione 2012 di Comuni Ricicloni è stata realizzata da Ecosportello Rifiuti, lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulla raccolta differenziata, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare.

10 luglio 2012
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