Raggiungere il 65% di raccolta differenziata su scala regionale e ottenere l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti urbani entro la fine del 2012. Sono gli obiettivi previsti dal Documento di programmazione per la gestione dei rifiuti speciali, che la commissione Ambiente della Regione Lombardia sta discutendo e che prevede anche l’impegno a migliorare la gestione dei rifiuti speciali, a cominciare dall’amianto.

La Lombardia, infatti, produce da sola il 20% dei rifiuti speciali non pericolosi italiani e il 30% di quelli pericolosi, pari complessivamente a circa 22 milioni e mezzo di tonnellate all’anno. Di qui la necessità di attuare politiche di riduzione di queste particolari categorie di rifiuti e di garantire che vengano smaltite in modo sicuro per l’ambiente e la salute pubblica.

Il Documento di programmazione per la gestione dei rifiuti speciali – ha spiegato all’agenzia Adnkronos il relatore del provvedimento, Angelo Giammario (Pdl) – dovrà avere come obiettivi principali la riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti speciali prodotti, favorire la possibilità di riutilizzo nonché verificare la compatibilità ambientale degli impianti adibiti al trattamento dei rifiuti stessi.

Per quanto riguarda in particolare l’eternit, secondo le stime esistono tuttora sul territorio lombardo oltre 3 milioni di metri quadrati di coperture in cemento-amianto, per il cui smaltimento sarà necessario costruire nuovi impianti specializzati, vista l’insufficienza di quelli attuali. L’obiettivo è quello di ridurre l’esportazione delle scorie all’estero, e di eliminare completamente la presenza di amianto sul territorio regionale entro il 2015.

La realizzazione di nuovi impianti sarà necessaria anche sul fronte del trattamento della parte non metallica dei veicoli rottamati, che rappresenta circa il 25% del peso totale e che viene di norma avviata a frantumazione. Politiche di recupero saranno messe in atto anche per quanto riguarda i rifiuti inerti, la cui produzione è in costante crescita.

Un ulteriore capitolo del Documento riguarda la bonifica delle aree contaminate, che in Lombardia sono piuttosto numerose. Il censimento del Pirellone conta infatti 7 siti inquinati di interesse nazionale (ex Falck di Sesto San Giovanni, Bovisa Gasometri di Milano, Caffaro a Brescia, Passirano e Castegnato, Polo Chimico di Rodano e Pioltello (Mi), Laghi di Mantova e Polo chimico (Mn), ex Fibronit a Broni (Pv) e Cascina Gazzera a Cerro al Lambro) e altri 49 che presentano problematiche di contaminazione.

Ribaditi, infine, gli obiettivi riguardanti gli scarti urbani, che non sono speciali ma rappresentano comunque un tassello fondamentale per il ciclo dei regionale dei rifiuti: confermato il target del raggiungimento entro il 31 dicembre 2012 del limite minimo del 65% per la raccolta differenziata. Un risultato che sembra già alla portata delle province di Cremona, Lecco, Varese e Lodi, che hanno ormai raggiunto percentuali vicine al 60%.

29 settembre 2011
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