Gestire correttamente i rifiuti attraverso la raccolta differenziata. Questa la chiave per città più pulite e luoghi turistici più accoglienti e curati secondo il CIC, Consorzio Italiano Compostatori, che ne su 25esimo anno di attività presenta un decalogo per ottimizzare il recupero della frazione organica e utilizzare al meglio il compost da essa ricavato.

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Molti i fattori che durante l’estate possono danneggiare sia la raccolta differenziata che nello specifico quella dell’umido. Tra questi uno dei nemici principali è proprio il tipico caldo estivo, come sottolineato da Massimo Centemero, direttore del CIC:

Durante la stagione calda occorre prestare ancora maggior attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, dato che le temperature elevate possono provocare alcune criticità, come i cattivi odori.

L’Italia sta lavorando molto bene per sviluppare una filiera virtuosa del recupero del rifiuto organico e i cittadini stanno dimostrando sempre più attenzione nei confronti del tema della raccolta differenziata: nel 2015 sono state raccolte 4 milioni di tonnellate di umido, pari a circa 66 kg per abitante per anno, e oltre 2 milioni di tonnellate di verde, pari a ca. 34 kg/ab/a.

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Proprio per consentire una più efficace raccolta e un miglior utilizzo del compost il CIC ha reso noto un suo decalogo per un corretto recupero della frazione organica:

  1. Utilizzare il sacco giusto. Sembra scontato, ma una delle criticità possibili in caso di compostaggio è proprio un’errata scelta del sacchetto, che deve essere realizzato in materiale biodegradabile e compostabile (certificato a NORMA UNI EN 13432 in carta o in bioplastica). Riconoscerlo è semplice, basterà verificare che vi sia apposta la sigla dello standard europeo UNI EN 13432:2002 e il marchio di un ente come il CIC stesso. Da evitare assolutamente le buste di plastica tradizionale.
  2. Contenitore aerato e traforato per la raccolta della frazione umida, così da evitare i cattivi odori in casa. Così facendo si favorirà l’eliminazione dell’umidità e degli odori, mentre si eviterà che i rifiuti fermentino e che si creino liquidi all’interno del sacchetto compostabile.
  3. Al momento di buttare l’umido andranno prese alcune accortezze, come il non pressare i rifiuti, sgocciolarli e ridurre in pezzi quelli più voluminosi.
  4. All’interno della frazione umida andranno conferiti scarti alimentari, i resti del cibo secco degli animali domestici, i fiori appassiti e tappi di sughero. Da evitare con attenzione l’inserimento di vetro, metallo, plastica, lattine oltre a scarti di legname trattato o verniciato.
  5. Cosa si ottiene grazie all’organico può essere di grande importanza, sottolinea il CIC. Innanzitutto può dare vita al compost, un fertilizzante naturale in grado di contribuire a un circolo virtuoso per il nutrimento della terra. Altra prospettiva per la frazione umida è quella di essere impiegata nella produzione di biocarburanti.
  6. Un altro punto del decalogo CIC riguarda il come usare il compost. Tra i possibili impieghi la concimazione di fondo dell’orto, per la quale il Consorzio indica un dosaggio di 2/3 kg a mq, segnalando che è inoltre necessario distribuire il compost sul terreno e interrarlo con una vanga nei primi 10-15 cm. Può essere impiegato anche come fertilizzante per piantare alberi e arbusti nonché per la pacciamatura: l’obiettivo è quello di ostacolare la comparsa delle erbe infestanti e mantenere una migliore umidità del terreno.
  7. Bisogna inoltre cercare di produrre meno rifiuti, prestando attenzione alla conservazione del cibo e tenendo frutta e verdura in luoghi freschi e riparati dal sole.
  8. Non solo una migliore conservazione degli alimenti, ma anche un loro più efficiente utilizzo in fase di preparazione dei cibi. Prima di gettare gli avanzi occorre chiedersi se possono ancora tornare utili, ad esempio per una macedonia di frutta o un’insalata ricca. Se i pomodori dovessero iniziare a presentare delle “rughe” potranno essere seccati in forno, oppure al sole, cosparsi di olio ed erbe e poi conservati poi in un barattolo coperti di olio.
  9. Prestare attenzione alle modalità di raccolta e tenersi informati sulle specifiche relative alla gestione entro il proprio Comune di residenza o villeggiatura. Se necessario contattare l’agenzia di igiene urbana locale o il municipio per conoscere orari e giorni di raccolta delle varie frazioni.
  10. Marchi di certificazione CIC, frutto di un programma di verifica volontaria della qualità del compost, realizzato dal Consorzio Italiano Compostatori. Da qui sono scaturiti due marchi: uno per il compost e l’altro per i manufatti compostabili; l’obiettivo è quello di rendere identificabili i prodotti che rispondono a requisiti di qualità fissati per un’impronta ecologica più leggera e sicura.

26 luglio 2017
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