Utilitalia ha appena reso noto i dati del suo rapporto “Analisi dei costi della raccolta differenziata della frazione organica”, redatto da Bain & Company. Sono state confrontate le informazioni a partire dal 2007 fino ad oggi e si è visto che la raccolta differenziata nel nostro Paese è aumentata del 64% e quella dell’organico del 132%, a fronte di un aumento dei costi di gestione dovuti soprattutto ad un incremento del porta a porta.

Nello studio sono state analizzate un 71% di aziende monoutility e un 29% di multiutility che aderiscono alla Federazione e che nel Paese servono 13 milioni di cittadini, raccogliendo il 25% della quantità di rifiuti organici nazionali. Si è visto che, nel corso degli ultimi 8 anni, la raccolta differenziata è arrivata a 13,4 milioni di tonnellate, aumentando appunto di un buon 64%.

La frazione organica rivela però una vera rivoluzione, dimostrando una crescita del 132%. Questo viene attribuito soprattutto ad un aumento della percentuale di raccolta porta a porta, che è passata dal 2007 ad oggi, da un 53% ad un 74%.

Si tratta di un metodo che riesce ad elevare moltissimo la qualità dei rifiuti raccolti. In molti luoghi esiste ancora la raccolta di tipo stradale, spesso convive con quella effettuata a domicilio, ma in questi 8 anni è diminuita dal 47% ad un 26%.

Con l’evoluzione dei metodi di raccolta sono cambiati anche i costi: se nel 2007 i costi medi di raccolta dell’organico si aggiravano intorno ai 105 euro/ton, oggi si è arrivati ai 132 euro/ton. Sarebbero in realtà 144, ma, tendendo conto anche dell’abbassamento dei prezzi (12%) dovuto allo sviluppo della tecnologia industriale, la quota risulta inferiore. Se si aggiungono poi anche il trasporto (22 euro/ton) e il trattamento (88 euro/ton), si arriva a 242 euro/ton, per la tutta la filiera.

L’aumento dei costi ovviamente è stato ripagato dall’aumento dei benefici, anche in termini economici, che una migliore e più efficiente raccolta differenziata fa per ciascun Comune. Altri passi avanti però potrebbero essere fatti, servirebbe una maggiore programmazione su scala nazionale, come spiega Filippo Brandolini, vicepresidente di Utilitalia:

La raccolta differenziata dell’organico funziona. Le aziende negli anni, hanno fatto di più e con costi minori. Nel nostro Paese, però, non c’è ancora una coerenza impiantistica e non riguarda la solita differenza Nord-Sud. Gli impianti si sono sviluppati bene solo dove c’è stata una programmazione pubblica, cui sono seguiti interventi industriali, pubblici o privati.

Potremmo essere un esempio a livello europeo, ma dobbiamo poter contare su un quadro di regole certe. In questo senso dobbiamo leggere in termini molto positivi quanto contenuto nel decreto Madia, che prevede la nascita dell’Autorità di regolazione, che potrà così definire le regole di supporto al sistema industriale.

Utilitalia è una Federazione che riunisce le Aziende operanti nei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas. Nasce dalla fusione di Federutility (servizi energetici e idrici) e di Federambiente (servizi ambientali).

14 marzo 2016
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento