Cresce la raccolta differenziata in Emilia Romagna, ma non a Bologna. Il capoluogo emiliano rinsalda il proprio titolo di “maglia nera” con percentuali che toccano i minimi storici, pari al 34,8% a livello comunale e al 40,7% provinciale. Guidano la classifica Reggio Emilia (58,4%), Parma (56,6%) e Piacenza (54,1%), seguite a poca distanza da Ravenna (53,6%), Modena (52,1%) e Rimini (50,1%).

Un pessimo esempio quello bolognese, che si mostra in tutti i suoi limiti proprio mentre la Regione nel 2010 centra un obiettivo “storico”: per la prima volta la percentuale della raccolta differenziata ha superato quella dei rifiuti indistinti, attestandosi al 50,4%. Un risultato che, per quanto positivo, risente tuttavia della pessima prestazione di Bologna.

Critiche le parole dell’assessore regionale all’Ambiente, Sabrina Freda, che chiede maggiore impegno alla giunta comunale bolognese:

Ci vuole uno scatto d’orgoglio e mi sento di chiedere un maggior impegno, perche’ la percentuale di Bologna pesa molto sia sulla stessa provincia sia sul dato regionale. E’ vero che la raccolta differenziata e’ cresciuta, ma molto poco: servono strategie diverse, che siano differenti anche da zona a zona della citta’.


Sulla stessa linea anche il responsabile di ARPA, Vito Belladonna, che punta più ad un’informazione capillare dei cittadini e a strategie che sappiano guardare a soluzioni anche differenti rispetto alla raccolta porta a porta. Su tutte le isole ecologiche e il passaggio alla tariffa sui rifiuti, in grado quest’ultima di aggiungere ai risultati ottenuti qualche qualche punto percentuale:

Cosi’ non va, la presenza dei cassonetti dell’indifferenziato e’ sicuramente un parziale disincentivo. Servono strategie diverse, ma soprattutto bisogna dare un segnale chiaro ai cittadini.

14 dicembre 2011
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