La versione ufficiale del Quinto Conto Energia sarebbe addirittura peggiore della bozza presentata qualche settimana fa in Conferenza Stato-Regioni. Questo il punto di vista di Assosolare sul contenuto del provvedimento che riforma il meccanismo di incentivi per il fotovoltaico in Italia.

Si legge nel comunicato dell’associazione:

Le tariffe sono addirittura state ulteriormente ridotte. Gli operatori affronteranno una decurtazione del 50% rispetto a quanto si prospettava con il Quarto Conto Energia che sarebbe dovuto rimanere valido sino al 2016. Ma il problema per la filiera industriale delle rinnovabili non si ferma qui. Basta leggere le regole di accesso alle tariffe con il Registro obbligatorio, (salvo alcuni casi particolari), per impianti di potenza superiore ai 12 kW, per capire che le intenzioni “di semplificazione” burocratica, espresse nello stesso Decreto, risultano ampiamente smentite.

La preoccupazione per la complessità delle procedure di accesso agli incentivi resta dunque uno dei crucci principali di Assosolare, convinta che, a causa delle nuove regole, il GSE si troverà sommerso da migliaia di richieste di incentivazione per piccoli impianti, mentre le installazioni di potenza media subiranno una grave battuta d’arresto.

Quanto alla sicurezza dell’investimento, secondo l’associazione è minata dal fatto che il debito bancario dovrà aspettare la firma della convenzione con il GSE. Solo allora, e non nel momento in cui si avviano i lavori di installazione dell’impianto, si avrà la certezza dei ricavi futuri.

Ancora più severe, per Assosolare, le norme introdotte per i grandi impianti fotovoltaici, ai quali non sarà riconosciuta la tariffa onnicomprensiva del GSE, ma un incentivo calcolato a partire dal valore del “prezzo zonale orario”. In questo modo, lamenta l’associazione, si introduce di fatto una “grid parity forzata“, che non corrisponde alle reali condizioni di mercato.

E a proposito di mercato, prosegue la nota di Assosolare:

Se si fosse voluto favorire lo sviluppo di un mercato senza incentivi si sarebbe dovuto necessariamente accompagnare queste misure con una profonda ristrutturazione del mercato elettrico italiano, riconoscendo per tempo che è in atto su questo mercato, una profonda trasformazione per effetto dello sviluppo sia del fotovoltaico, sia delle altre fonti elettriche rinnovabili.

In definitiva, il giudizio sul Quinto Conto Energia è molto severo. Il provvedimento viene giudicato “punitivo“, incapace di riequilibrare il sistema di incentivazione e di favorire, oltre al raggiungimento della grid parity, lo sviluppo di nuove tecnologie in materia di accumulo e programmabilità degli impianti fotovoltaici.

11 luglio 2012
I vostri commenti
Rinaldo, mercoledì 11 luglio 2012 alle20:18 ha scritto: rispondi »

Beh, quando si è ormai abituati a fare il "PIENO" di soldi con i faraonici incentivi riconosciuti finora, potrebbe sembrare quasi "naturale" fare il ... pianto greco (molto appropriato di questi tempi)! Bisognerebbe però anche domandarsi se non c'è un limite a tutto, visto che, nonostante le strilla e le continue lamentele quando si cercò di parzialmente ridurre i troppo elevati incentivi con il IV Conto Energia, poi le installazioni sono proseguite alla grande fino a raggiungere l'iperbolica potenza di 14.000 MW (il Piano iniziale prevedeva 8.000 MW al 2020!).   Se teniamo conto che una buona parte di questi soldi vanno a finanziare il lavoro dei Cinesi (da dove si importa la maggior parte dei pannelli), c'è proprio da essere felici ... di aver creato così tanti "green jobs" (occupazione) ai fratelli cinesi ! Ancora una volta, per non falsare la concorrenza, bisognerebbe che questi incentivi fossero egalizzati in tutta Europa, così si distribuirebbero forse meglio, senza produrre il grave rischio di stabilità del sistema elettrico italiano (già il più costoso in Europa), a tutto danno della competitività del sistema produttivo Paese.

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