All’indomani dalla manifestazione a Montecitorio che ha visto partecipare circa 1500 persone in favore delle energie rinnovabili, si discute ancora del delicato tema degli incentivi al fotovoltaico e della loro ricaduta sulle bollette elettriche degli italiani.

Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, ieri in occasione della presentazione alla stampa del Documento di Economia e Finanza 2012, ha ribadito che bisogna abbassare gli incentivi alle rinnovabili e potenziare lo sviluppo dei giacimenti italiani di gas e petrolio per far scendere i costi dell’energia.

Gioca la stessa partita l’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas che, proprio ieri, tramite il suo presidente Guido Bortoni ha detto che gli incentivi pesano per il 90% sulla ormai famosa componente A3 della bolletta. Le associazioni degli industriali verdi, al contrario, insistono nel chiedere corposi ritocchi al Quinto Conto Energia.

ANTER, ad esempio, in occasione della discussione del V Conto in Conferenza Stato-Regioni di oggi (anche se, a dire il vero, non è all’ordine del giorno), chiede di posticipare l’entrata in vigore del decreto:

Attraverso le nostre delegazioni regionali ribadiremo le richieste degli oltre 100mila cittadini che sostengono ANTER, a favore del posticipo dell’entrata in vigore del Quinto Conto Energia al 1° gennaio 2013 e di una concreta azione a supporto degli impianti domestici, condominiali e per le piccole imprese, per continuare a garantire la diffusione democratica della produzione di energia da fonti rinnovabili determinando benefici per il sistema Paese in termini occupazionali, economici e fiscali.

Riguardo all’obbligo di iscrizione degli impianti fotovoltaici al registro nazionale del GSE, prima previsto a partire dai 6 kW di potenza e poi proposto a 12 kW, ANTER chiede un ulteriore aumento del target:

In merito al registro degli impianti apprezziamo l’innalzamento della soglia da 3 a 12 kWp ma domani inviteremo la Conferenza Stato-Regioni a valutarne l’innalzamento fino a 20kWp, come avevamo richiesto nei giorni passati al Ministro Clini.

Ma c’è chi, come il Comitato IFI, chiede addirittura che il registro sia obbligatorio solo a partire dai 200 kW. Secondo IFI, poi, dovrebbe essere reintrodotto il bonus per i pannelli solari made in UE e previsto un altro bonus di ben 10 centesimi di euro a chilowattora prodotto dagli impianti con caratteristiche tecnologiche innovative. Spiega il presidente di IFI, Alessandro Cremonesi:

Basti pensare che i produttori italiani si sono dotati di una capacità produttiva di circa 1,5 GW e che dei circa 6 GW installati nel 2011, solamente 400 MW provengono da industrie Made in Italy. Un dato impressionante se pensiamo che le aziende extra-europee hanno beneficiato degli incentivi messi a disposizione dal Governo italiano. Stiamo comunque parlando di un comparto produttivo, quello della produzione di celle e moduli fotovoltaici, che genera occupazione per oltre 2.000 addetti. Tutti messi a rischio se non si provvederà ad inserire nel Decreto V Conto Energia misure sostenibili per gli operatori e le imprese che, mi preme ricordare, hanno operato negli ultimi cinque anni circa 1 miliardo di investimenti in risorse capitali e occupazionali.

Secondo l’IFI, quindi, se il Governo Monti non cambia profondamente il Quinto Conto Energia ascoltando cosa hanno da dire le aziende che producono il fotovoltaico (invece di far trapelare bozze a mezzo stampa), è assai probabile che queste stesse aziende siano presto costrette a chiudere bottega mandando a casa i loro dipendenti e mettendo in difficoltà l’indotto.

19 aprile 2012
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