Non c’è pace per il Quinto Conto Energia, messo a punto dal Governo per riformare gli incentivi al fotovoltaico. Dopo le critiche degli operatori del settore, delle associazioni ambientaliste, dei sindacati e del Senato, anche la Commissione Ambiente della Camera chiede al Governo di modificare il testo del provvedimento.

Il parere della Commissione è contenuto nella bozza di documento messa a punto dal deputato Salvatore Margiotta (Pd), che non esita a definire il decreto “un deciso passo indietro, che rischia seriamente di scoraggiare il settore delle fonti rinnovabili anche con ingiustificati appesantimenti burocratici”.

I punti controversi sono sempre gli stessi: la soglia di 12 kWp per l’iscrizione obbligatoria al registro degli impianti, giudicata un rischio per lo sviluppo di molte aziende, la cancellazione del bonus amianto e, più in generale, il taglio del budget complessivo per gli incentivi:

Destano perplessità la mancata conferma del sistema autoregolante di riduzione delle tariffe già previsto nel Quarto Conto Energia – si legge nel documento della Camera – la soppressione del premio automatico in tariffa per gli impianti installati su coperture bonificate dall’amianto, nonché la drastica riduzione del budget che non garantisce continuità al mercato e la previsione della certificazione energetica degli edifici come barriera di accesso agli incentivi.

Di qui la richiesta al Governo di rivedere il testo del provvedimento, nonostante i deputati dell’VIII Commissione ammettano di comprendere “l’impostazione generale del Quinto Conto Energia, che opportunamente punta alla razionalizzazione degli incentivi”:

Occorre uno sforzo ben maggiore per tutelare e salvaguardare la filiera industriale italiana delle rinnovabili – scrive la Commissione – che va consolidandosi sempre più e che in molti casi ha avuto la capacità e il merito di assumere posizioni di assoluto rilievo nel mercato nazionale e internazionale.


A suffragio ulteriore della loro tesi, i parlamentari sottolineano anche la convenienza economica, per l’intero “sistema Paese” degli incentivi alle rinnovabili e, in particolare, al fotovoltaico. Il documento, infatti, contiene anche una valutazione dei costi e dei benefici delle sovvenzioni statali per l’energia solare:

Per incentivare il fotovoltaico si spendono annualmente circa 5,5 miliardi – si legge nella bozza di documento – Se, come risulta da valutazioni condivise, tale importo crescesse ulteriormente fino ad arrivare alla soglia, stimata in sette miliardi, considerata essenziale per arrivare senza conseguenze negative per il settore alla grid-parity, il saldo positivo al 2030 sarebbe veramente notevole.

23 maggio 2012
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