Manca poco all’entrata in vigore del Quinto Conto Energia, prevista per il 27 agosto. Il GSE ha provveduto a stilare le regole applicative per l’iscrizione al registro, necessaria per gli impianti sopra i 12 kW, e le ha pubblicate sul proprio sito.

Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla burocratizzazione del solare in Italia può tranquillamente abbandonarli: le regole applicative, previste dal decreto, sono incluse in 130 pagine che abbondano di dettagli (ad esempio tutti quelli necessari per descrivere esattamente il fotovoltaico sugli edifici e distinguerlo da quello su altre superfici) e procedure da seguire alla lettera se non si vuole rischiare di perdere gli incentivi.

Il rischio, a dire il vero, c’è anche se si seguono tutte le regole alla lettera perché i registri non sono altro che una complessa graduatoria in cui si sale e si scende sia in base al fattore tempo (a parità di punteggio vince chi presenta prima la domanda) sia in base a fattori tecnologici dell’impianto da incentivare. Il primo registro resterà aperto poi solo dal 20 agosto al 19 settembre 2012: un mese appena per presentare una documentazione corposa e complessa, perché più dettagli si forniscono sull’impianto e meglio è. Prima di compilare i moduli, quindi, è utile leggere le indicazioni fornite dal GIFI e la nostra guida al fotovoltaico.

Tra l’altro, c’è anche la variabile economica ad allontanare i sogni di incentivo per chi ha investito nel fotovoltaico: in teoria ci sono 140 milioni di euro a disposizione per questo primo registro, ma ci sono anche centri studi che ritengono che alla fine saranno molti di meno.

E non bisogna dimenticare, infine, che se si fa la domanda per gli incentivi ma non si riesce ad entrare nel primo registro allora si dovrà fare una nuova domanda e tirare i dadi sperando nel secondo.

Leggi le Regole applicative per l’iscrizione ai Registri e per il riconoscimento delle tariffe incentivanti del GSE.

8 agosto 2012
I vostri commenti
Paolonapoli Fotovolt, giovedì 9 agosto 2012 alle7:51 ha scritto: rispondi »

Che schifo! Il nostro buon ministro Passera, oltre che essere indagato sta mandando a casa un bel pò di persone che han puntato sulla green economy, dando invece molta più libertà alla trivellazione per trovare giacimenti di petrolio nel nostro paese, diminuendo sia la burocrazia sia lo spazio minimo dalle nostre coste che non poteva essere utilizzato  per trivellare! Ci lamentiamo per 4 € in bolletta che sostenevano gli incentivi alle fonti rinnovabili ma non ci lamentiamo per tutti i soldi (ad esempio 1,5 € per il mantenimento delle scorie nucleari di trino vercellese) che spendiamo per mantenere un sistema inquinante, senza soluzioni per la loro risoluzione e che nessuno, alla luce delle nuove tecnologie vuole più.

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