La notizia delle critiche giunte dalla Commissione europea al Quinto Conto Energia e al decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche non poteva lasciare indifferenti le associazioni del settore, che da mesi chiedono al Governo di intervenire sugli stessi nodi evidenziati dal commissario UE all’Energia Oettinger.

Dopo il commento di Gifi-Anie, anche il Comitato IFI (Imprese Fotovoltaiche Italiane) plaude all’iniziativa di Bruxelles, dichiarando di condividere le osservazioni contenute nella lettera inviata dal commissario europeo al nostro Esecutivo. Per questo l’associazione torna a chiedere una revisione del Quinto Conto Energia, a cominciare dal meccanismo dei registri obbligatori.

A questo proposito, il Comitato propone in particolare tre interventi correttivi, che avrebbero lo scopo di tutelare gli investimenti già avviati e non scoraggiare quelli futuri. Per cominciare, IFI chiede di limitare l’introduzione del meccanismo del registro agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 Kwp:

Ci siamo da sempre dichiarati contrari a misure che fossero depressive per il mercato degli impianti di taglia non speculativa – ha commentato Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI – L’indicazione contenuta nello schema di Decreto di una soglia di Registro a soli 12 Kw o 20 Kw significa perdere il potenziale di crescita dell’energia distribuita per le piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda invece gli impianti fotovoltaici installati da enti pubblici, l’associazione propone una deroga totale dal meccanismo del Registro, che dovrebbe essere “risparmiato” anche alle installazioni realizzate su edifici industriali la cui produzione elettrica venga completamente esaurita con l’auto-consumo.

6 giugno 2012
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I vostri commenti
pier luigi caffese, mercoledì 6 giugno 2012 alle18:03 ha scritto: rispondi »

AAA cercasi Ministri che sappiano fare sviluppo,non burocrati che si fanno bocciare in energia dalla Commissione Europea.Un Ministro serio deve: -applicare la feed in tariff tedesca -chiedere all'Eni di valutare la convenienza economica del piano gas sottoposto al Governo -se non raggiunge i 125 miliardi di fatturato annuo per 720.000 posti,si passi a valutare il piano Caffese da 300.000 posti a breve,720.000 in 10 anni basato su rinnovabili stoccate,gas rinnovabile non importato e benzina rinnovabile ad 1 euro litro come la Fiat,ma senza acquisto auto -la benzina rinnovabile è prodotta con meno biomassa ed utilizza la biomassa piu' umile e meno costosa in Italia:le canne. -abbiamo bisogno di tanta energia rinnovabile che si ottiene combinando in modo ottimale vento,acqua,mare e per la benzina rinnovabile si usa meno biomassa ma una temperatura molto alta che si chiama high temperature steam electrolysis. Chi non vuole questa energia e questi carburantti rinnovabili dovra' spiegare al Parlamento ed opinione pubblica perchè preferisce un piano fossile senza sviluppi anzi con disoccupazione da raffinerie e chimica fossile.Ai media e tv,invece delle solite baggianate pro metano e pro hub LNG, invitate Scaroni a parlare del suo modello e se volete Caffese a difendere 720.000 giovani che vogliono lavorare alla faccia di chi sa solo remare contro.La defie energie est ouverte,vous voulez mourir ou vivre.

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