Secondo una ricerca pubblicata ieri da IMS Research gli incentivi al fotovoltaico previsti dal Quinto Conto Energia dureranno molto, molto meno di quanto non affermino il GSE e il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Già nel 2013, infatti, i soldi a disposizione dovrebbero essere finiti nonostante il decreto preveda cinque semestri di incentivi.

Che i tempi fossero più stretti del previsto, in realtà, erano già in molti a pensarlo. La ricerca di IMS, però, spiega bene il perché: il GSE ha fatto male i conti. Secondo il decreto del Quinto Conto, infatti, gli incentivi dovrebbero bastare a incentivare altri 7,5 GW di potenza fotovoltaica nei prossimi due anni ma secondo IMS la nuova potenza incentivabile si ferma a soli 3 GW e gli incentivi finiranno ai primi del 2013.

Il nuovo Conto Energia prevede un budget annuale massimo di 6,7 miliardi di euro per gli incentivi, cioè i 6 miliardi che hanno fatto scattare l’entrata in vigore del decreto più altri 700 milioni. Secondo IMS, però, ci sarebbe un enorme numero di impianti installati nella prima metà del 2012 in grado di beneficiare del Quarto Conto che non sono stati ancora inseriti nelle statistiche del GSE. Di conseguenza quei 6,7 miliardi finiranno molto prima del previsto. Spiega Sam Wilkinson, Senior PV Analyst di IMS:

Basandosi su diversi controlli sulla catena di approvvigionamento, IMS Research stima che circa 3 GW di installazioni saranno già state completate prima che il Quinto Conto Energia entri in vigore ad agosto. Al momento le statistiche ufficiali del GSE mostrano 1,8 GW installati per un costo di 6,1 miliardi. Quando questi numeri saranno confrontati con la realtà, il costo annuale degli incentivi salirà a 6,4 miliardi, riducendo il budget disponibile per il nuovo Conto Energia ad appena 300 milioni.

Di conseguenza, in Italia, per il fotovoltaico cambia veramente tutto. Wilkinson prevede che le installazioni di fotovoltaico diminuiranno per il secondo anno consecutivo nel 2013 e scenderanno sotto i 3 GW annui per la prima volta dal 2009:

L’Italia è stata costantemente uno dei mercati più grandi nel mondo, il 2013 la vedrà scendere dal podio dei tre maggiori mercati per la prima volta in cinque anni

Se invece l’Italia avesse avuto tutti i 700 milioni per gli incentivi a disposizione avrebbe mantenuto la sua posizione nel mercato mondiale, installando più di 7 GW nei prossimi due anni. Ora, conclude Wilkinson, la fine degli incentivi è molto più vicina:

A meno che non siano messi a disposizione ulteriori fondi per gli incentivi, sembra plausibile che il mercato italiano del fotovoltaico dovrà sopravvivere senza incentivi a partire dal 2013. L’Italia ha condizioni favorevoli, e qualche installazione continuerà ad esserci anche senza sussidi, specialmente nel sud del Paese, ma ciò non basterà a mantenere il mercato alla sua attuale dimensione per qualche anno ancora.

Ad esser più concreti, però, i dati e i numeri di IMS Research vanno incrociati con il recente allarme del GIFI sulla nuova norma CEI 0-21 che prevede l’installazione dei sistemi di sicurezza SPI sui pannelli fotovoltaici. Il GIFI, in pratica, conferma che c’è un gran numero di impianti già costruiti che potrebbero rientrare ancora nel Quarto Conto Energia ma, allo stesso tempo, specifica che questi impianti probabilmente ne resteranno fuori a causa dell’impossibilità di trovare sul mercato interfacce di protezione a sufficienza. Se così fosse, allora, i conti sbagliati del GSE potrebbero tornare.

24 luglio 2012
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I vostri commenti
Lamari Antonio, martedì 23 giugno 2015 alle16:13 ha scritto: rispondi »

perchè il gse non rispetta gli accordi firmati al momento dell'installazione dei pannelli ?Sono otto mesi che non ricevo più rimborsi.E come me tanti altri.Se non dovessimo pagare la bolletta dell'ENEL il servizio ci verrebbe tolto.Grazie per la risposta.

Tycho Re, venerdì 27 luglio 2012 alle9:09 ha scritto: rispondi »

Macché conti sbagliati. L'uscita della CEI 0-21 e la sua applicazione il 1° luglio sono stati studiati apposta per mettere in difficoltà gli impianti esuberanti del 4° CE. Chissenefrega se poi le aziende chiudono a causa dei ritardi. Tycho

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