Il Quinto Conto Energia ha finalmente un decreto ufficiale. Il Ministero dello Sviluppo economico, infatti, ha rilasciato il testo definitivo che tiene conto delle modifiche richieste dalla Conferenza Unificata. Prima di scendere nei dettagli, due precisazioni: la prima è che i veri risvolti del Quinto Conto emergeranno solo tra qualche giorno perché il decreto è estremamente tecnico e alcune variazioni alle tariffe riguardano casi specifici, che i tecnici non mancheranno di far notare; la seconda è che, dopo la pessima figura fatta con la bozza presumibilmente scritta da ENEL, il Ministero è corso ai ripari. Andando a cercare le proprietà del PDF del decreto, infatti, alla voce “autore” risulta: “Noi del Mse“.

In estrema sintesi, le novità dei nuovi incentivi al fotovoltaico sono:

  1. Tetto massimo di spesa annua di 6,7 miliardi di euro (invece dei preventivati 6,5);
  2. Introduzione dell’obbligo di registro per impianti sopra i 12 kW di potenza (50 kW se si rimuove l’amianto);
  3. Mantenimento del bonus amianto e del bonus UE;
  4. Obbligo di utilizzare un impianto di un produttore iscritto a un consorzio europeo per il riciclo dei pannelli fotovoltaici;
  5. Facilitazioni per enti pubblici;
  6. Scompare lo scambio sul posto;
  7. Tetti di spesa specifici per impianti innovativi, a concentrazione e su edifici pubblici;
  8. Taglio generale alla tariffa incentivante per tutti i tipi di impianti.

Accesso ai meccanismi di incentivazione

Accedono agli incentivi senza obbligo di registro tutti gli impianti fotovoltaici di potenza non superiore ai 12 kW, se vi è contestualmente la rimozione dell’amianto la soglia sale a 50 kW. Queste soglie valgono anche per eventuali potenziamenti degli impianti già esistenti.

Non hanno bisogno di registro gli impianti con caratteristiche innovative ma solo fino al raggiungimento di un tetto di spesa massimo di 50 milioni di euro annui. Stesso tetto e stessa modalità senza registro per il fotovoltaico a concentrazione e quello installato dalle Amministrazioni pubbliche tramite bandi pubblici. Tra i 12 e i 20 kW spunta la prima novità: sarà possibile accedere agli incentivi senza passare dai registri se faremo lo sconto allo Stato. Se rinunceremo, cioè, al 20% della tariffa incentivante che ci spetterebbe qualora vincessimo la lotteria del registro.

Tutti gli altri impianti, per essere incentivati, devono rientrare nei registri del GSE che, però, hanno dei tetti massimi di spesa:

  • 1° registro: 140 milioni di euro;
  • 2° registro: 120 milioni di euro;
  • registri successivi: 80 milioni di euro a registro e comunque fino al raggiungimento del
    limite massimo.

I registri, quindi, sono come un imbuto sempre più stretto in cui è sempre più difficile entrare. Ciò potrebbe portare a una corsa al registro con conseguente intasamento degli uffici del GSE che, probabilmente, nei prossimi mesi avranno molto da lavorare. Anche perché chi ha fatto la pratica per un registro ma non è riuscito a entrare e vuole concorrere per il successivo deve rifare tutto da zero.

Graduatorie dei registri

Nel caso praticamente impossibile in cui le richieste di iscrizione ai registri siano inferiori alle risorse disponibili allora andrà tutto liscio. Altrimenti scatta la graduatoria e alcune richieste di incentivazione verranno cestinate. I vincitori della lotteria dei registri saranno scelti in base a delle priorità e saranno favoriti (i fattori sono in ordine di importanza):

  1. impianti su edifici con classe energetica migliore (comunque mai inferiore a D) e sostituzione dell’amianto;
  2. impianti su edifici con classe energetica migliore (comunque mai inferiore a D) senza sostituzione dell’amianto;
  3. impianti su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la
    completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  4. impianti con componenti principali realizzati unicamente all’interno di un Paese che risulti
    membro dell’UE/SEE;
  5. impianti ubicati, nell’ordine, su: siti contaminati come definiti dall’articolo 240 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, sempreché l’area dei moduli fotovoltaici sia non superiore a quella dei terreni non contaminati o messi in sicurezza,ovvero i moduli siano collocati sui tetti degli edifici insistenti sul sito medesimo; su terreni nella disponibilità del demanio militare; discariche esaurite; cave
    dismesse; miniere esaurite;
  6. impianti di potenza non superiore a 200 kW asserviti ad attività produttive;
  7. impianti realizzati, nell’ordine, su edifici, serre, pergole, tettoie, pensiline, barriere acustiche.

Per ognuna di queste categorie ci sarà una sorta di “tetto di spesa interno” che, quando verrà superato, farà scattare un ulteriore meccanismo di selezione in cui verrà data la precedenza agli impianti (i fattori sono in ordine di importanza):

  1. per i quali il richiedente rinuncia al 5% della tariffa;
  2. con precedenza nella data del titolo autorizzativo;
  3. di minore potenza;
  4. con precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro.

Quando scatta il Quinto Conto Energia?

I nuovi incentivi non hanno una data precisa di entrata in vigore: non appena si avvicinerà la soglia di spesa annua dei 6 miliardi di euro, misurata dal GSE, l’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas (AEEG) indicherà sul proprio sito la data in cui tale fatidica soglia verrebbe raggiunta. Da quel giorno in poi saremo in pieno Quinto Conto Energia.

A quanto ammontano gli incentivi?

Gli incentivi vengono erogati tramite una tariffa omnicomprensiva, che tiene conto della potenza, del tipo di impianto e di quando avviene l’allacciamento alla rete:

Nel primo semestre di applicazione

quinto conto energia tariffe primo semestre

Nel secondo semestre di applicazione

quinto conto energia tariffe secondo semestre

Nel terzo semestre di applicazione

quinto conto energia tariffe terzo semestre

Nel quarto semestre di applicazione

quinto conto energia tariffe quarto semestre

Nel quinto semestre di applicazione

quinto conto energia tariffe quinto semestre

Dal sesto semestre in poi le tariffe scendono del 15% ogni sei mesi. Per gli impianti di potenza superiore a 1 MW, però, queste tariffe non valgono e viene pagata solo la differenza tra la tariffa vigente nel semestre di riferimento e il prezzo zonale orario, cioè il prezzo medio mensile per fascia oraria (sul mercato elettrico) corrispondente alla zona di mercato in cui è connesso l’impianto.

Per gli impianti per cui valgono gli incentivi, invece, sono previsti dei bonus (che sono cumulabili tra loro) in caso di made in UE:

  • 20 €/MWh se entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2013;
  • 10 €/MWh se entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2014;
  • 5 €/MWh se entrano in esercizio successivamente al 31 dicembre 2014.

Bonus anche in caso di sostituzione dell’amianto:

  • 30 €/MWh se la potenza è non superiore a 20 kW e 20 €/MWh se la potenza è superiore a 20
    kW, qualora entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2013;
  • 20 €/MWh se la potenza è non superiore a 20 kW e 10 €/MWh se la potenza è superiore a 20
    kW, qualora entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2014;
  • 10 €/MWh se la potenza è non superiore a 20 kW e 5 €/MWh se la potenza è superiore a 20
    kW, qualora entrino in esercizio successivamente al 31 dicembre 2014.

Come si ottiene il bonus UE?

Può ottenere la maggiorazione del bonus UE un impianto i cui componenti principali sono realizzati nello spazio economico europeo. In realtà, però, incrociando i requisiti del bonus emerge che le celle fotovoltaiche possono essere ancora di provenienza extra UE, ma devono essere state assemblate in uno stabilimento europeo. Celle cinesi in pannelli europei, quindi, danno diritto al bonus.

Pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline

Gli impianti fotovoltaici costruiti su una qualunque di queste superfici hanno diritto alla tariffa pari alla media tra la tariffa per gli impianti sugli edifici e quella per gli “altri impianti”. Importante, per le serre, il fatto che per essere a norma la copertura massima non deve superare il 30% della proiezione a terra della falda. Si può arrivare al 50% per le serre fotovoltaiche autorizzate prima dell’entrata in vigore del Quinto Conto Energia. Se la serra non è a norma prende gli incentivi degli “altri impianti”.

6 luglio 2012
Lascia un commento