Come previsto da molti, l’obbligo di installazione delle protezioni SPI a norma CEI 0-21 sugli inverter impianti fotovoltaici da almeno 6 kW di potenza di picco sta creando moltissimi problemi. Lo aveva detto il GIFI, ora lo ribadisce l’ANTER: non ce ne sono abbastanza sul mercato. A questo, come spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili, Antonio Rainone, si aggiunge una gran confusione da parte dei cittadini che non sanno cosa devono esattamente fare con il proprio impianto:

Abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni e richieste di intervento da parte dei nostri associati che, disorientati, ci chiedono notizie in merito al futuro del loro impianto. La confusione del momento, unita alle rigidità dell’AEEG e del quadro normativo, rischia di mettere in secondo piano alcune istanze positive del V conto Energia che rispetto al IV privilegia l’autoconsumo e premia i cittadini virtuosi. Molti addetti ai lavori ci sottolineano poi la difficoltà di soddisfare gli obblighi previsti dalla normativa CEI 0-21, vista l’insufficiente offerta dei prodotti sul mercato e la loro reale disponibilità prevista solo a fine settembre.

La richiesta di ANTER è la stessa del GIFI: una deroga temporale che eviti il blocco di migliaia di impianti che, protezione SPI a parte, sono già pronti a essere allacciati alla rete elettrica. Senza di essa, continua l’ANTER, sarebbe il caos visto che c’è tempo solo fino al 27 agosto per allacciare gli impianti con il “vecchio” Quarto Conto Energia:

È quanto mai necessario salvaguardare gli investimenti già avviati da migliaia di cittadini e famiglie e rendere disponibili gli incentivi del Quarto Conto Energia per tutti coloro che hanno già completato i lavori: solo in questo modo sarà possibile non fermare il rilancio del nostro tessuto produttivo e permettere ai cittadini italiani di modificare le abitudini di consumo e acquisire uno stile di vita che rispetti l’ambiente.

Dichiarazioni dell’ANTER a parte, però, il problema esiste veramente e sembra quasi studiato a tavolino: in un periodo di caccia alle streghe fotovoltaiche, con un Governo di tecnici al comando del paese, è difficile pensare che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (che da tempo tenta di scoraggiare lo sviluppo del fotovoltaico italiano) abbia fatto involontariamente il grossolano errore di imporre l’installazione di un dispositivo che, letteralmente, non si trova sul mercato neanche a pagarlo a peso d’oro.

1 agosto 2012
I vostri commenti
Solarmente, sabato 4 agosto 2012 alle17:59 ha scritto: rispondi »

sono un piccolo installatore, penso che l'AEEG usi la sua "autorità" in modo dispotico e tirannesco, rasentando al legalità. Mi sento angheriato da chi dovrebbe tutelare l'interesse generale per il "bene comune". dov'era "l'autorità" quando si sono fatti realizzare impianti di megavat di potenza il cui soggetto responsabile ha sede all'estero? Non hanno avuto neanche l'accortezza di imporre una sede sul suolo nazionale .... perciò accade che i prelievi praticati sulle bollette degli italiani (il costo del fotovoltaico) vengono accreditati su IBAN di banche estere ....... alla faccia degli italiani. "l'autorità" & "Terna" che ora si preoccupano tanto di salvaguardare la sicurezza della rete di distribuzione dov'erano quando si sono approvate elargizioni "milionarie" che hanno delapidato i vari conto energia ed oggi sono rimaste le briciole .....

Zorro0007, mercoledì 1 agosto 2012 alle21:35 ha scritto: rispondi »

si fa  ' di tutto per fermare il fotovoltaico

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