Dopo lo stop arrivato dalla Conferenza Stato-Regioni, ora anche il Senato si è messo di traverso sullo spinosissimo tema della modifica (l’ennesima in pochi mesi) agli incentivi alle rinnovabili. Sia con riferimento al fotovoltaico, con il Quinto Conto Energia, che alle altre rinnovabili elettriche.

Durante la seduta mattutina di ieri, infatti, Palazzo Madama ha approvato tutte le mozioni e l’ordine del giorno presentate da vari senatori, di diversi partiti, sulle energie rinnovabili. L’ordine del giorno impegnava il Governo a una “corretta e tempestiva emanazione dei decreti relativi alle fonti rinnovabili” chiedendo, dietro “verifica tecnica, di posticiparne l’entrata in vigore alla luce dell’importante ritardo già accumulato”.

Una delle mozioni approvate, però, impegna il Governo “ad istituire un tavolo di confronto aperto e strutturato con gli operatori, che possa avvalersi anche di componenti delle commissioni parlamentari competenti, sul tema degli incentivi”. Il che è abbastanza in contraddizione con la precedente “tempestiva approvazione dei decreti”.

Il risultato, quindi, dovrebbe essere un rinvio dell’approvazione dei due decreti e la riapertura del tavolo delle trattative sugli incentivi alle rinnovabili. La nota rilasciata alla stampa dal Senato mostra chiaramente che aria tiri sul tema incentivi:

Nel corso degli interventi sono stati espressi sentimenti di opposto tenore, da una parte la soddisfazione per la chiara correzione di rotta operata dal Governo in materia energetica, dall’altra la preoccupazione per la perdurante assenza di una strategia energetica nazionale. Oltre a evidenziare la necessità di colmare il ritardo con cui si sta dando attuazione al decreto legislativo n. 28 del 2011 che ha recepito la direttiva comunitaria in tema di incentivi per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, le mozioni sottolineano l’impatto positivo che una decisa azione in direzione dello sviluppo delle fonti rinnovabili potrà avere in termini di occupazione e di attrazione di investimenti nazionali ed esteri.

Il tutto è confermato dalle reazioni ai voti espressi ieri in Senato. Luigi Li Gotti, senatore IDV, ha infatti notato che:

C’è un silenzio assordante da parte del ministro per lo Sviluppo sull’assenza del nostro Paese nel megaprogetto “Desertec”, capitanato dalla Germania, con l’utilizzo di sistemi tecnologici (solare e a concentrazione termodinamica) di invenzione italiana. Si tratta di un programma del valore di ben 400 miliardi di euro, del quale l’Italia rimane spettatrice, anziché essere protagonista. Ci saremmo aspettati una parola su questa che è, secondo l’IdV, la più rilevante iniziativa nel settore per i prossimi anni a livello mondiale. L’esecutivo ha il dovere di colmare la nostra inaccettabile assenza nel progetto Desertec.

Per i senatori del PD Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, invece:

Non è solo un problema di fondi da destinare, perché è anche l’eccessiva burocratizzazione a pesare sull’impostazione data ai decreti. Oltre all’incentivazione elettrica, il Governo deve procedere poi con l’emanazione dei decreti sull’incentivazione a energia termica e biometano. Proprio il biogas è una fonte strategica per la sua programmabilità, efficienza e flessibilità nei possibili utilizzi, dalla produzione elettrica a quella termica e all’autotrazione.


La questione incentivi e decreti rinnovabili, quindi, è più aperta che mai. Anche alla Camera, poi, verranno chieste modifiche al testo della normativa come spiega il deputato del PD Salvatore Margiotta, vicepresidente Commissione Ambiente, su Twitter.

18 maggio 2012
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I vostri commenti
Cosimoamoroso, venerdì 18 maggio 2012 alle12:39 ha scritto: rispondi »

il senatore dell'IDV lamenta l'assenza italiana dal progetto Desertech... con il petrolio dipendiamo dagli arabi e dovremmo sganciare soldi per continuare a dipendere da loro? Ma chi li elegge queste intelligenze super fini?

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