Le fonti rinnovabili richiedono investimenti per adeguare la rete elettrica, installare nuova capacità e inserire batterie per accumulare l’energia non immediatamente consumabile. A sostenerlo è l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per bocca di Filippo Bernocchi, delegato dell’associazione alle politiche energetiche e ai rifiuti.

Non è la prima volta che l’ANCI interviene nel dibattito sugli incentivi alle rinnovabili, e in questo caso lo fa per sottolineare la necessità di correttivi al Quinto Conto Energia e al decreto sulle rinnovabili elettriche, precisando che si impegnerà in Conferenza Stato-Regioni per ottenere alcune modifiche:

L’ANCI sta lavorando in sede di Conferenza Unificata per apportare delle migliorie alle proposte di decreti di incentivazione delle fonti di energia rinnovabili elettriche – spiega Bernocchi – In particolare, il lavoro dell’associazione è concentrato sulla tutela delle decisioni di investimento già avviate.

In particolare, l’associazione dei Comuni chiede che venga riconosciuta la priorità alle installazioni che servono le utenze pubbliche, che venga riconosciuto un criterio di premialità per gli impianti realizzati presso i piccoli Comuni e che sia ripristinato il bonus per la sostituzione dei tetti in amianto:

Sebbene le nostre proposte siano costrette a muoversi all’interno dei pochi spazi lasciati dal Governo- aggiunge il delegato – l’ANCI ritiene inoltre che di più deve essere fatto per sostenere la produzione di energia da biomassa all’interno di sistemi co-generativi alimentati con il legname proveniente dalla gestione dei boschi italiani.


La richiesta, a questo proposito, è di riconoscere una remunerazione più adeguata rispetto a quella della bozza di decreto, nonché dei premi aggiuntivi in caso di trasporto di calore. Secondo l’ANCI, infine, occorre uno sforzo maggiore per promuovere tecnologie innovative come quelle per la riduzione delle emissioni di azoto degli impianti a biomasse.

31 maggio 2012
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