Una nuova norma tecnica potrebbe mettere un altro bastone tra le ruote del fotovoltaico italiano. In piena transizione tra Quarto e Quinto Conto Energia l’entrata in vigore della delibera 84/2012/R/EEL dell’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas potrebbe impedire a molti impianti di essere allacciati entro il 27 agosto, data di inizio ufficiale del Quinto Conto.

Con la delibera in questione entra infatti in vigore la nuova Norma CEI 0-21 che prevede, tra le altre cose, l’obbligo per gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 6 kW allacciati alla rete elettrica in bassa tensione di installare la cosiddetta protezione di interfaccia (SPI). Un sistema di protezione dagli sbalzi di tensione e frequenza che va aggiunto all’inverter.

Il problema, però, è che di questi apparecchi ne servono di punto in bianco decine di migliaia (uno per ogni inverter installato in Italia su un pannello fotovoltaico) e non ce ne sono abbastanza in commercio. Le ditte che li producono, infatti, sono poche e la produzione totale è insufficiente alla domanda che si è venuta a creare con la nuova norma.

Succede, allora, che ci sono migliaia di impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 6 kW in Italia belli e pronti ma che non si possono allacciare alla rete entro il 27 agosto, con conseguente perdita del diritto di essere incentivati con il Quarto Conto Energia invece che con il successivo fratello povero. Le associazioni del fotovoltaico sono giustamente furiose.

Valerio Natalizia, presidente del GIFI che appena quindici giorni fa era tornato a chiedere meno burocrazia e più semplificazione delle regole, commenta:

Stiamo registrando tra i nostri associati e affiliati enormi difficoltà nel reperire sul mercato questi apparecchi in quanto le aziende produttrici sono ancora poche. Tali apparecchiature sono disponibili in numero tale da non riuscire a coprire le richieste del mercato del fotovoltaico.

Siamo fiduciosi che l’Autorità non resterà impassibile di fronte a questa grave criticità – conclude Natalizia. Come ANIE/GIFI abbiamo già da tempo chiesto e recentemente ribadito la necessità di una deroga temporale all’entrata in vigore della Norma CEI 0-21 e dell’allegato A70 del Codice di Rete di Terna nelle parti che riguardano i sistemi di protezione di interfaccia per gli impianti da connettere in bassa tensione.

Fatto sta che, come comunica il GIFI, ci sono già centinaia di annullamenti di ordini di moduli e inverter causati dalla impossibilità di trovare le interfacce SPI necessarie per la connessione alla rete. E non è neanche tutto, perché dal primo agosto arriva un’altra novità per il fotovoltaico italiano: i distacchi programmati di Terna per gli impianti da 100 o più kW di potenza.

Terna, in pratica, in piena estate si trova con moltissima energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici e pochissima richiesta di energia a causa della chiusura di uffici e attività produttive e commerciali. Per gestire la sovraproduzione, quindi, da quest’anno sarà possibile staccare dalla rete anche gli impianti fotovoltaici.

Se gli impianti sono telecontrollati Terna farà tutto da sola, spingendo un bottone con un preavviso di un’ora. Se non lo sono, invece, ci dovrà pensare il titolare dell’impianto che verrà avvisato una settimana prima. Tutto questo mentre in Parlamento, con voto by-partisan, si preparano i sussidi alle centrali a gas costrette a non produrre a causa dell’eccesso di fotovoltaico.

23 luglio 2012
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I vostri commenti
Eugenio Adorni, martedì 24 luglio 2012 alle8:20 ha scritto: rispondi »

Non ho più parole......ma se produciamo troppa energia non possiamo venderla ogni tanto? Posso capire e non ammettere l'incentivazione sulla possibile incentivazione sulla mancata produzione termica, in quanto si deve avere uno zoccolo pronto a produrre energia in caso di bisogno, ma anche questo è figlio di centrali obsolete che non permettono l'attivazione a distanza.

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