Il limite dei 12 kW di potenza, oltre il quale gli impianti fotovoltaici allacciati con il Quinto Conto Energia dovranno richiedere l’iscrizione al registro GSE, è troppo basso e rischia di paralizzare il mercato. Ne è convinto il GIFI, il ramo fotovoltaico di Confindustria, che è tornato a chiedere la revisione del Quinto Conto e l’elevazione di questa soglia. Spiega Valerio Natalizia, presidente di GIFI-ANIE:

L’adozione del registro con una soglia di accesso così bassa contribuerebbe solo ad aumentare la burocrazia mettendo a forte rischio lo sviluppo sostenibile del mercato anche e soprattutto a causa dell’enorme incertezza inerente la fattibilità dei progetti fotovoltaici a discapito della loro bancabilità. Se poi consideriamo il già difficile accesso al credito per l’industria il quadro che si delinea per il mercato fotovoltaico non è confortante.

Il GIFI, per questo, già da tempo ha chiesto una soglia non inferiore ai 200 kW e altri meccanismi di controllo sulla spesa per gli incentivi:

Come avevamo fatto già durante i negoziati per il 4° Conto Energia con il precedente Governo abbiamo proposto alle Istituzioni l’adozione di un sistema di controllo della spesa virtuoso che all’aumentare della potenza connessa alla rete elettrica preveda un ulteriore decremento della tariffa nel periodo di riferimento successivo. Così facendo la spesa continuerebbe ad essere monitorata e si eliminierebbe l’elemento di insicurezza legato ad una soglia registro troppo bassa.

La soglia dei 12 kW, in effetti, è estremamente bassa. Considerando le attuali tecnologie disponibili per il fotovoltaico è assolutamente normale, ormai, vedere un impianto da 6 kW su una normalissima villetta. Su un condominio, o sul tetto di altrettanto normali villette a schiera, 12 kW sono anche pochi. Sui capannoni industriali di medie dimensioni si può persino raggiungere il MW di potenza, se l’ingegnere che fa il progetto è bravo.


Un limite pari a 12 kW, oltre i quali ci si perde nei meandri e nelle incertezze della burocrazia, sembra avere solo una logica alle spalle: mettere i bastoni tra le ruote di chi vuole spendere i propri soldi per produrre energia rinnovabile, risparmiare sulla bolletta e contribuire alla riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di CO2 in atmosfera.

21 maggio 2012
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