Quarto Conto Energia: tagli del 15% per incentivi al fotovoltaico

Era facile prevedere come il settore delle energie rinnovabili non potesse rimanere esente dal clima di tagli e sacrifici che impera oggi nel nostro Paese. Se la crisi è una realtà ormai stabile, la ricetta per uscirne di chi ci guida – e non parliamo solo dell’attuale governo prossimo alle dimissioni, ma anche delle linee guida decise per l’Italia a Bruxelles – è quella di ridurre al massimo la spesa pubblica.

Se sono messi a rischio diritti di welfare acquisiti da decenni, è normale che anche gli investimenti pubblici sui settori “green” siano in discussione. Le stime in mano all’Esecutivo parlano chiaro: gli obiettivi minimi per il 2020 di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia saranno raggiunti già nel 2012.

Data la situazione, non c’è motivo per cui i tagli che erano previsti nel testo del Quarto Conto Energia a partire proprio dal prossimo anno – e poi sempre più alti con il passare del tempo – vengano annullati. Per la cronaca, queste riduzioni progressive degli incentivi le avevamo già riassunte, almeno per il fotovoltaico domestico, a fine di maggio.

Va certamente detto che il settore “rinnovabili” viaggia rapidamente verso una certa maturità, che gli consentirà presto di essere pienamente concorrenziale nel mercato energetico, senza dipendere da finanziamenti pubblici.

Le voci che girano però, ci riferiamo a un articolo pubblicato oggi su Milano Finanza, vorrebbero come uno degli ultimi colpi di coda di questo governo un decreto attuativo che non solo preveda la riduzione del 15% degli attuali incentivi, ma anche il pre-pensionamento del Quarto Conto Energia per il 2015 e conseguentemente, l’istituzione di un Quinto Conto Energia a sua sostituzione.

La situazione è chiaramente confusa. Il nostro auspicio è però che un settore in crescita come quello delle rinnovabili e in particolare del fotovoltaico, in un Paese in profonda stagnazione, venga maggiormente stimolato. Non è davvero possibile pensare che l’uscita dalla crisi passi più su investimenti sul futuro energetico che non sui tagli al welfare?

9 novembre 2011
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