Come se non fossero bastate le polemiche e, soprattutto, i problemi legati all’approvazione del Quarto Conto Energia, ecco un altro aspetto controverso del provvedimento che potrebbe creare non pochi problemi alle modalità di erogazione degli incentivi. La Commissione Bilancio del Senato, infatti, nell’ambito della conversione in legge della Manovra Bis (D.L. 138/2011), avrebbe richiesto al Governo una precisazione relativa ai cosiddetti “piccoli impianti fotovoltaici“.

Il tutto nasce dall’interpretazione delle cosiddette Regole Applicative, uno sorta di decalogo che dovrebbe definire le diverse tipologie di tariffe incentivanti e le relative modalità di accesso.

Come ricorderete, in base al Quarto Conto Energia per il fotovoltaico per piccoli impianti si intendono le strutture fino a 1000 kW realizzate su edifici e si equiparano a essi gli impianti “di potenza qualsiasi realizzati su edifici e aree delle Amministrazioni pubbliche”.

Secondo la Commissione, sulla base di questa definizione:

Sembrerebbe che gli edifici e le aree debbano essere di proprietà delle Amministrazioni ovvero che possano anche essere nella disponibilità giuridica delle Amministrazioni attraverso altri diritti di proprietà (diritto di superficie) o di godimento (ad esempio, affitto, comodato, ecc.).

In base alle regole Applicative, invece, gli edifici e le aree devono intendersi di proprietà della Pubblica Amministrazione, che direttamente li utilizza per l’installazione di un impianto fotovoltaico o li mette a disposizione di altro soggetto.

La Commissione Bilancio ha concluso la propria richiesta auspicando la risoluzione di questa incongruenza, in quanto:

Genera disparità di trattamento fra le Amministrazioni dotate dal punto di vista immobiliare e quelle che invece non hanno immobili nel proprio patrimonio, e in particolare i Comuni di piccole e medie dimensioni.

2 settembre 2011
I vostri commenti
pier luigi caffese, lunedì 5 settembre 2011 alle11:59 ha scritto: rispondi »

La Commissione Industria del bilancio vuole equilibrare amministrazioni pubbliche con immobili per il ft con quelle senza immobili.Ma è un falso problema perche' tutto il ft italiano andrebbe stoccato,altrimenti è come salvare la scialuppa senza tappo con falla.Le incentivazioni ft sono di 160 miliardi in 20 anni per 30 GW.Con 17 miliardi stocco nei miei laghi marini 16.000 GW e produco 600 GW di energia che posso dare a prezzi inferiori del 40% attuale al pubblico.Dico al Senato che investire in rinnovabili senza stoccaggio serve a poco e che nel mondo si obbliga a stoccare obbligatoriamente ft,solare e vento,inclusi i sistemi di stoccaggio batterie per auto.Quello che manca è il Consorzio di stoccaggio come in Germania,Usa,Giappone,Cina che la sono forti in batterie mentre noi abbiamo il mare che puo'stoccare 16 TWh,16.000 GW,16 milioni di MW che permettono di produrre per 12 mesi 600 GW,di cui 400 GW da destinare a refuels o benzina da rinnovabile fatta con acqua di mare.Certo i S.Tommaso italiani vorranno toccare per credere e si rivolgano ad Audi e-fuel o Merkel che fa toccare e va avanti senza tanti piani nucleari o gas di Eniana tradizione.Dopo all'Eni si toccano perchè valgono in borsa sempre meno,1/5 di Exxon,1/3 di Petrochina.

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