Dopo il via libera in Consiglio dei Ministri al Decreto Rinnovabili, continua la polemica nei confronti del Governo. Accanto a coloro che si dichiarano abbastanza soddisfatti del provvedimento, infatti, si possono annoverare numerose associazioni e imprese di categoria che, al contrario, considerano il provvedimento estremamente dannoso per il settore delle energie rinnovabili. Vediamo le posizioni principali e, soprattutto, quali sarebbero i punti più controversi del provvedimento.

Il primo giudizio negativo arriva direttamente dal WWF, secondo cui i “toni trionfalistici” dell’esecutivo sono abbastanza fuori luogo. Nonostante, infatti, le rinnovabili rappresentino uno dei principali obiettivi a cui la strategia energetica nazionale debba puntare, si può facilmente intuire come il governo abbia intenzione di “spostare” gli investimenti verso altri settori, ancora non definiti.

Tralasciando il fatto che non si è tenuto conto delle indicazioni fornite dalle Regioni, il WWF ribadisce quindi che la futura strategia energetica nazionale dovrà necessariamente essere più attenta alle rinnovabili:

Al ministro Romani ricordiamo che uno dei criteri su cui si deve basare oggi una moderna politica energetica è quello ambientale: parlando ieri ad Assoelettrica, si è stranamente dimenticato di citarlo.

Sicuramente meno duro il giudizio di Legambiente. Secondo l’associazione ambientalista, la cosa importante è che, come ribadito anche da ANIE-GIFI, dopo aver assistito impotenti al blocco completo dello sviluppo delle rinnovabili, il Governo abbia finalmente deciso in modo ragionevole di non cancellare o ridimensionare le energie alternative in Italia.

Secondo il responsabile scientifico di Legambiente, Edoardo Zanchini:

Il nuovo sistema di incentivi creerà ancora problemi alle imprese per gli interventi nel 2011 e 2012 con tetti di spesa e decrementi mensili delle tariffe, mentre a partire dall’anno successivo entrerà in vigore il cosiddetto sistema tedesco con maggiore trasparenza e certezze. L’importante, è che ora ci siano le condizioni per far ripartire gli investimenti e rafforzare un settore energetico, motore di economia e innovazione. Un settore che ora il Governo ha la responsabilità di accompagnare nella sua crescita con una concreta politica industriale.

Accanto a coloro che si limitano a rilasciare dichiarazioni più o meno favorevoli, comunque, c’è anche chi ritiene più efficace passare direttamente per le vie legali. L’idea è di 150 aziende del settore, le quali, affidandosi a “Sos Rinnovabili” hanno deciso di avviare un’azione legale collettiva contro il decreto Romani e il quarto Conto energia.

Il primo ricorso verrà presentato presso la Corte di Giustizia UE, in quanto:

Il decreto del 3 marzo scorso, così come il Commissario all’energia Oettinger ha sottolineato in una lettera inviata al ministro Romani, non recepisce la direttiva europea che prevede lo sviluppo delle rinnovabili, ma anzi limita la crescita delle energie dal sole.

Le altre azioni dell’associazione saranno invece avviate nei confronti del Tar, della Corte costituzionale, della Corte dei Conti e, infine, si potrebbe optare anche per una segnalazione all’Antitrust.

6 maggio 2011
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