Non accenna a placarsi la polemica nei confronti del Quarto Conto Energia e, addirittura, rischia di coinvolgere altri settori non direttamente riconducibili a quello del fotovoltaico che potrebbero comunque accusare diversi problemi economici dopo l’approvazione del provvedimento attuativo del decreto rinnovabili.

Le ultimi voci di protesta sono riconducibili al comparto delle energie termiche che, a parere degli addetti ai lavori, rischierebbero una grave discriminazione rispetto al fotovoltaico, nonostante assicurino maggiore resa e minori costi.

Le critiche sono arrivate direttamente dall’associazione Amici della Terra, che in una nota del presidente, Rosa Filippini, ha dichiarato:

La decisione di Romani di adottare il Decreto Ministeriale solo con gli incentivi per il fotovoltaico, in anticipo rispetto agli altri e in deroga al quadro generale, rischia di ipotecare tutto il potenziale di incentivazione che può realisticamente pesare sulle bollette degli italiani.

La Filippini ha quindi proseguito dicendo che:

In questo modo si determina una grave discriminazione verso altre fonti rinnovabili come quelle termiche che hanno il costo più basso, maggiori ricadute per l’industria italiana e che rappresentano il contributo più importante (44%) all’obiettivo europeo. Occorre che il Governo prenda atto che la trattativa aperta sul fotovoltaico sta diventando l’ennesimo atto in contrasto con le più elementari esigenze di pianificazione. Lo abbiamo già detto e dopo la Seconda Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche lo ripetiamo: oltre a sentire chi fa più rumore, occorre anche ascoltare chi fa più energia.

Con il decreto ministeriale che fissa i nuovi incentivi per il fotovoltaico, secondo Amici della Terra, vi sarebbe infine una palese violazione delle direttive europee e della legislazione precedentemente introdotta dallo stesso Ministero delle Attività Produttive.

La nota conclude infatti dicendo che:

Stralciando il Decreto Ministeriale sul fotovoltaico dal pacchetto di decisioni da prendere per l’attuazione del Decreto legislativo, Romani sta sconfessando il suo stesso provvedimento. L’art. 23 del Dlgs 28/2011 (recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, N.d.R.) stabilisce criteri generali di efficacia, di efficienza e delle ricadute sui costi per gli utenti nelle tariffe, nella definizione dei nuovi incentivi su rinnovabili ed efficienza energetica.

26 aprile 2011
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