Quarto Conto Energia, l’Emilia Romagna chiede modifiche al decreto

Il Quarto Conto Energia va rivisto. In una risoluzione approvata ieri pomeriggio in consiglio regionale, l’Emilia Romagna ha votato affinché l’ente locale intervenga presso il Governo per ripristinare le indicazioni del Parlamento e della Conferenza delle Regioni. La giunta di Piazza Aldo Moro chiede anche la riapertura di un tavolo di dialogo con istituzioni e parti interessate.

La proposta è stata avanzata da 20 consiglieri PD e sostenuta dal Movimento Cinque Stelle; unici voti contrari quelli di Lega, Udc e Pdl. La regione dovrà quindi presentare a Palazzo Chigi la richiesta avanzata, dove si domandano ‘certezze a un settore che non puo’ essere lasciato senza direttive chiave e programmazioni certe’.

Stando a quanto affermato dagli stessi firmatari della risoluzione:

il testo licenziato dal Governo è fortemente mutato rispetto a quello su cui la Conferenza Stato-Regioni aveva espresso parere favorevole il 25 gennaio scorso. Le previsioni del decreto licenziato, introdotte all’ultimo momento senza confronto con le Regioni e in contrasto col dettato del Conto Energia 2011-2013, oltre a suscitare forti perplessità quanto alla legittimità, causano una gravissima incertezza che non potra’ che avere enormi ripercussioni sulla filiera imprenditoriale delle rinnovabili.

Dal PD si sottolinea come il decreto sulle rinnovabili, così com’è ora “renderà molto difficile il perseguimento degli obiettivi europei e metterà in crisi uno dei pochi settori floridi della nostra economia, segnando pesantemente il destino di migliaia di aziende, imprenditori e lavoratori”.

La regione Emilia Romagna chiederà quindi che venga rivisto il provvedimento “correggendo storture e sottovalutazioni e riaprendo il dialogo con le istituzioni e le parti economiche interessate”.

Si attendono ora le reazioni da parte dei ministri Romani e Prestigiacomo, co-firmatari del decreto.

9 giugno 2011
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