Rivedere con urgenza i criteri alla base del Quarto Conto Energia, abbandonando la strada del Registro dei grandi impianti. Lo chiedono al governo quattro tra le principali associazioni italiane del settore delle rinnovabili (Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity Project), che hanno affidato a un comunicato congiunto le loro perplessità sul discusso Registro dei grandi impianti fotovoltaici.

La graduatoria è da giorni al centro di feroci polemiche, per gli errori di compilazione commessi dal Gestore dei Servizi Energetici, che ha dovuto ritirarla qualche giorno dopo la pubblicazione. Una prova, secondo i presidenti delle associazioni, della “palese inefficacia e pericolosità del Registro dei Grandi Impianti previsto dal Quarto Conto Energia per l’assegnazione delle tariffe incentivanti”.

Il rischio, per Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity Project, è che la nuova attesa cui sono stati condannati gli operatori di settore e i titolari degli impianti determini «una lunga fase di stallo del mercato, a causa dei possibili ricorsi da parte delle aziende escluse dalle graduatorie».

Ma al di là della nuova, «esasperante», situazione di incertezza, a preoccupare le associazioni è la natura stessa degli errori riscontrati nella lista presentata e poi ritirata dal Gse. «Sorprende vedere nei primi posti della graduatoria – si legge nel comunicato congiunto – impianti con una data di fine lavori precedente alla data di ottenimento delle autorizzazioni o addirittura impianti ancora da costruire con titoli abilitativi che potrebbero essere già inefficaci».

Tra i timori degli operatori, inoltre, la possibile diffusione di comportamenti speculativi o truffaldini: “Assegnare ora una tariffa a valere sul Quarto conto energia a impianti autorizzati addirittura ne 2007 non fa altro che spingere alla compravendita di autorizzazioni, non certo l’obiettivo di un’industria sana ed efficiente”.

In ogni caso, precisano Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity Project, la colpa della situazione non va imputata al Gse, ma al meccanismo «farraginoso e contorto» che disciplina gli incentivi per gli impianti fotovoltaici di grande taglia. Di qui la richiesta di rinunciare all’applicazione del Registro dei grandi impianti.

28 luglio 2011
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