Nessuna concessione alle quarto Conto Energia. È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto fra Confindustria e i tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sebbene i funzionari del ministero abbiano ripetutamente auspicato una convergenza tra le due proposte, la confederazione che riunisce gli industriali italiani non ha rinunciato ad alcuni capisaldi della propria proposta, ritenedo utile, ad esempio, l’imposizione di un tetto di potenza annuale (2 GW) per gli impianti fotovoltaici incentivabili.

La posizione di GIFI, che ha creato una seria spaccatura nelle proprie imprese associate, si è dimostrata invece più disponibile nei confronti di Confindustria, accettando in particolare la proposta del tetto di 6 miliardi l’anno di spesa massima in bolletta e un efficace meccanismo di riduzioni tariffarie già a partire dal 2011.

Confindustria ha infine precisato il nocciolo della questione: i sussidi alle rinnovabili devono essere sicuramente ridimensionati ma è giusto operare in modo più graduale possibile. Secondo gli analisti della confederazione, infatti, anche dopo un taglio netto degli incentivi, nel 2014 il loro costo sarebbe comunque di circa 4 miliardi di euro e arriverebbe a 6 miliardi nel 2018.

In questo clima di insicurezza e, soprattutto, di contrapposizione, non accennano a diminuire la dure prese di posizione delle diverse associazioni di categoria e le dichiarazioni di ostilità nei confronti dell’operato del Ministro Romani. Dopo le proposte dei giorni scorsi, Assosolare fornisce un rapporto sullo stato della collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico nella definizione quarto Conto energia.

Dopo le aperture dei giorni scorsi, il presidente dell’associazione, Gianni Chianetta, ha infatti affermato:

La mancata risposta alle reiterate richieste di un incontro conclusivo al Ministero dello Sviluppo Economico ci porta a constatare la volontà del Ministro Paolo Romani, di interrompere ogni relazione e condivisione proprio nel momento della finalizzazione del testo. Se questo silenzio si dovesse tradurre nuovamente in un provvedimento a danno del settore nonostante le aperture dell’Associazione nel merito e la disponibilità da sempre al confronto, il ricorso a tutte le azioni di denuncia saranno inevitabili sia a livello nazionale che internazionale.

8 aprile 2011
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