Non accenna a fermarsi il dibattito scaturito dall’approvazione del Quarto Conto Energia sulle energie rinnovabili. L’ultima opinione in ordine di tempo arriva direttamente dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che ha svolto un’analisi approfondita della situazione economica italiana.

L’intervento, che si è svolto in occasione della presentazione da parte del segretario generale dell’organizzazione Angel Gurría e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti del “Rapporto Italia 2011“, fornisce alcune precise indicazioni su temi ambientali quali gli incentivi alle rinnovabili e la gestione dei rifiuti.

Gurría, in particolare, ha affermato che:

Gli incentivi in tariffa che forniscono un livello di sussidi molto più alti per il solare che per l’eolico, possono incoraggiare la ricerca e lo sviluppo del solare ma, se garantiti per troppo tempo, possono risolversi in costi molto alti per ottenere piccole riduzioni delle emissioni.

Secondo l’OCSE, l’attività di gestione delle fonti rinnovabili in Italia avrebbe bisogno di abbandonare i meccanismi di incentivazione basati sulle specifiche tecnologie e adottare un nuovo sistema legato principalmente ai risultati ambientali:

Predisporre programmi di sussidi diversificati per ciascuna fonte rinnovabile non è una strategia efficiente. Anziché incentivare una particolare tecnologia, sarebbe invece preferibile puntare su strumenti che mirano a raggiungere degli obiettivi al minor costo possibile, come i certificati verdi.

Altre importanti indicazioni arrivano infine su temi abbastanza “caldi” quali il ciclo dei rifiuti e la gestione dell’acqua potabile. Secondo l’Ocse sarebbe economicamente più vantaggioso per l’Italia fare un maggiore uso delle imposte e delle tariffe ambientali e, soprattutto, prendere in considerazione la possibilità di privatizzare alcuni servizi locali in modo da migliorarne l’efficienza.

11 maggio 2011
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