Dopo lunghi giorni di attesa caratterizzati da polemiche, attacchi diretti e, addirittura, richiami da parte dell’Unione Europea, è stata finalmente diffusa la prima bozza del Quarto Conto Energia. Se ieri vi avevamo fornito alcune informazioni generali sulle caratteristiche del provvedimento, possiamo ora analizzare in dettaglio i diversi punti e capire le possibili conseguenze.

  • il provvedimento prevede incentivi per un totale di circa 6-7 miliardi di euro all’anno e, soprattutto, un obiettivo di produzione fotovoltaica di 23mila megawatt entro il 2016. In questo modo si ipotizza di arrivare alla cosiddetta grid parity, cioè il fotovoltaico avrà gli stessi costi delle altre tecnologie energetiche e, di conseguenza, potrà sostenersi senza bisogno di incentivi;
  • la riduzione degli incentivi sarà graduale, con un’iniziale diminuzione nel 2011-2012 a cui seguirà, nel 2013, un entrata a regime in cui il taglio subirà un incremento direttamente proporzionale alle dimensioni dell’impianto. In particolare, si parla del + 20% nel caso di terreni di diversi ettari e di tagli meno drastici per gli impianti situati nelle case o nei capannoni industriali;
  • dal 2013 si passerà quindi a un modello di incentivazione di tipo tedesco, caratterizzato, cioè, da una diminuzione degli aiuti economici in base alle dimensioni dell’impianto e, quindi, ai possibili introiti. Secondo le stime, inoltre, gli incentivi dovrebbero scendere nel tempo con la progressiva diminuzione dei costi della tecnologia;
  • Verrà introdotta la distinzione tra piccoli e grandi impianti. Si intenderanno piccoli impianti tutti quelli posizionati sugli edifici e caratterizzati da una potenza inferiore ai 200 kW o, in alternativa, alcune altre particolari tipologie che non sono state ancora ben definite all’art. 3. Di conseguenza, un impianto a terra con una potenza inferiore sarà comunque considerato come “Grande Impianto”;
  • Saranno particolarmente privilegiati gli impianti fotovoltaici realizzati sui tetti degli edifici pubblici, quali ad esempio scuole e uffici. Aree particolarmente degradate, cioè terreni contaminati, discariche piene e stabilimenti dismessi, godranno infine di maggiori sussidi per l’installazione di pannelli fotovoltaici;
    • 20 aprile 2011
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