Il mondo delle aziende del settore fotovoltaico e le varie associazioni che lo rappresentano sono stati in questi mesi la prima sponda critica del governo per quanto riguarda la redazione del testo del nuovo decreto rinnovabili, prodigandosi in documenti di proposte e contro-bozze di legge.

Con la presentazione del testo “definitivo” del nuovo decreto e il delineamento del Quarto Conto Energia secondo direttive di tagli agli incentivi e contenimento della spesa pubblica da parte del governo, alcune di queste associazioni, APER, ASSOSOLARE, ASSOENERGIEFUTURE, GIFI e RIVES, provano il tutto per tutto, con un ultima lettera a Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni.

Forti delle perplessità che stanno attraversando tutto il mondo politico, tanto da far slittare la riunione in merito tra le regioni, provano a rimettere il testo della legge “sulla retta via”, per scongiurare un temuto “blocco economico” dell’intero settore. Le proposte, che vi elenchiamo, sono le solite di questi mesi: garantire gli investimenti fatti per il 2011-2012, ridurre i tagli successivi, semplificare l’iter burocratico.

Nello specifico si tratta dei seguenti “semplici” cinque punti critici rilevati nel decreto:

  • Assenza di qualsiasi meccanismo di tutela dei diritti acquisiti;
  • Regime transitorio 2011-12: introduzione di meccanismi che comporteranno il blocco del settore per la non finanziabilita’ degli impianti. In particolare si rileva l’introduzione di Cap/limiti annui rigidi e di un Registro Preventivo che determineranno speculazioni, incertezze ed extra costi dovuti anche all’incremento della burocrazia;
  • Assegnazione della tariffa incentivante in base all’entrata in esercizio degli impianti e non in base alla fine lavori certificata con conseguenti incertezza e ritardi legati ai tempi di connessione;
  • Eccessiva riduzione delle tariffe nel periodo transitorio 2011-12 con particolare riferimento a impianti sopra 1 MW;
  • Meccanismo di riduzione delle tariffe dal 2013 al superamento delle soglie semestrali complesso e da semplificare;

A dir la verità, non sembra proprio che il governo sia disponibile a fare ulteriori passi indietro, ma staremo a vedere.

21 aprile 2011
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