I gatti sono gli animali perfetti da tenere in appartamento: sono indipendenti, molto attenti al loro igiene e non troppo complicati da accudire. Ma quanti se ne possono ospitare in casa contemporaneamente? Cosa fare se la propria voglia di gatti fosse irrefrenabile?

Non sembrano esservi limiti precisi per legge per l’accudimento di animali domestici, ma questo non significa che sia possibile ricreare una colonia felina in salotto. A prevalere dovrà essere sempre la legge del buonsenso. Dal punto di vista normativo, si può solo fare riferimento al contratto stipulato per l’abitazione in caso d’affitto, mentre di recente sono stati aboliti tutti i vincoli condominiali per il possesso di un animale domestico. Di certo, però, bisogna premurarsi di non disturbare la quiete dei vicini e nemmeno di creare altri disagi, come ad esempio problematiche correlate all’igiene. In questo caso, può addirittura intervenire il comune o l’autorità giudiziaria intimando l’espulsione degli animali.

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Appurata la propria capacità di accudimento, e l’esclusione di qualsiasi motivo di fastidio per le norme di quieta condivisione di uno stabile con i vicini, quali sono i limiti psicologici? Quando un numero elevato di felini è decisamente troppo? Innanzitutto, bisogna vagliare la grandezza del proprio appartamento: 5-10 gatti rischiano di essere troppi in una casetta di 60 o 80 metri quadri. E non tanto per una questione di mero spazio, quanto per l’indipendenza dell’animale stesso. Il gatto è molto geloso del suo territorio, ha bisogno di dominare alcune aree della casa e più gli spazi saranno condivisi, maggiori saranno le possibilità di liti e tafferugli con gli altri coinquilini. Inoltre, va valutato il tempo che si può dedicare a questi animali e le risorse economiche a propria disposizione, tra costi medici, alimentazione e quant’altro. Infine, bisogna premurarsi di sterilizzare ogni esemplare, altrimenti si rischia davvero di ritrovarsi con una colonia felina in salotto in meno di un anno.

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Attenzione, però, vi è una fondamentale discriminate tra l’amore per i gatti e una patologia di natura psicologica. Chiamati in inglese animal hoarders, ovvero accaparratori animali, si tratta di persone che hanno un attitudine compulsiva all’ospitalità per i gatti, tanto da accudirne molti di più di quanto sia decorosamente possibile dato lo spazio e le risorse a propria disposizione. L’effetto è quello di una vera e propria droga: se ne vuole sempre di più e il rifiuto non è ammesso. In questi casi estremi può essere utile l’aiuto della psicoterapia, perché nella maggior parte dei casi si finisce in veri e propri maltrattamenti animali, per l’impossibilità di provvedere a tutti gli esemplari. I gatti accuditi dagli animal hoarder sono spesso denutriti, sporchi, vivono nelle proprie deiezioni e non risultano essere opportunamente vaccinati.

22 gennaio 2013
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