I proprietari degli amici a quattro zampe ne sono al corrente: molti cani, in particolare i più curiosi, non esitano a ingurgitare qualsiasi oggetto capiti loro a tiro. Così, non capita di rado che si renda necessario l’intervento del veterinario, per la rimozione di stringe, indumenti o piccoli giocattoli. Una vicenda accaduta negli Stati Uniti, tuttavia, ha dell’incredibile: un esemplare ha infatti ingoiato un intero pupazzo, peluche poi estratto completamente intatto dallo stomaco dell’animale a seguito di un intervento chirurgico.

Il tutto accade a Santa Fe, nel Nuovo Messico, dove un cane di razza Dogue de Bordeaux ha manifestato disturbi di stomaco per circa una settimana. Affetto da difficoltà di digestione e vomito continui, l’animale è stato portato presso il Santa Fe Animal Shelter & Humane Society della cittadina statunitense, per un controllo d’urgenza. Effettuate tutte le visite del caso, è emerso come l’animale avesse letteralmente ingoiato un intero pupazzo – un peluche a forma di orso polare – fino a bloccare il tratto digerente.

Grazie a un immediato intervento chirurgico, il giocattolo è stato estratto dallo stomaco, fortunatamente senza conseguenze gravi per l’amico a quattro zampe. Con grande stupore da parte dello staff medico, il peluche è stato rinvenuto completamente integro, un fatto davvero insolito per un oggetto lungo ben 15 centimetri: la dimostrazione di come il cane non l’abbia morso, ma ingoiato in un sol boccone. L’animale ora si trova in ottime condizioni di salute, anche se un po’ provato: secondo i veterinari, altri due giorni di blocco avrebbero potuto causare conseguenze ben più serie, tra cui anche il decesso.

Non è la prima volta, tuttavia, che sulla stampa appaiono i racconti di cani particolarmente golosi, pronti a ingurgitare i più svariati oggetti. Ogni anno viene stilata una classifica delle stranezze rinvenute dai veterinari, tra cui si elencano calzini, palline, elastici, indumenti, ma anche coltelli e addirittura calzascarpe di circa una trentina di centimetri di lunghezza.

18 marzo 2016
Fonte:
UPI
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