Una vita di sofferenza quella patita dal puma Mufasa, strappato ancora cucciolo al suo habitat naturale e costretto a vivere incatenato nel retro di un furgoncino. Negli ultimi venti anni il povero animale ha trascorso le sue giornate in questo modo, trasportato da una meta all’altra del Perù e del Sud America, sottoposto ad esibizioni umilianti in un circo itinerante e illegale. Una vita di disagio e abuso quella patita dal felino, ignaro del significato di liberà e natura. Sempre perennemente recluso sul retro del pick-up, fissato alle grate della struttura con un collare pesante e una catena di metallo arrugginito. L’animale è rimasto per anni così, esposto alle condizioni del tempo e alla vista dei passanti impotenti.

Una soffiata anonima ha posto fine al suo dolore e alla sua schiavitù, sul posto è intervenuta l’associazione Animal Defenders International (Adi) che è riuscita a strapparlo dalle mani del circo illegale. Il suo recupero è durato otto ore, condito da resistenze e discussioni animate interrotte dall’intervento della Polizia antisommossa. Il povero puma è stato liberato dalle maglie strette che lo reprimevano, quindi trasportato presso il centro per le prime cure mediche e le visite di rito. Con lui ha ritrovato la libertà anche un condor andino. Il team si è preoccupato di lenire i dolori dell’animale, di curare le ferite fisiche subite e quelle dell’animo, ma anche di nutrire accuratamente il puma.

Dopo un periodo di ripresa Mufasa è stato introdotto nuovamente in natura nei pressi della riserva Tambopata, vicino alla foresta Amazzonica. Il felino è in ottima compagnia all’interno di uno spazio libero ma protetto e monitorato, dove potrà vivere l’ultima parte della sua vita senza il pericolo di bracconieri o violenze. Dopo anni trascorsi sopra la lamiera di un furgoncino, senza l’agio di un movimento, per il puma camminare tra le foglie è una riconquista importantissima. Lui è solo l’ultimo animale salvato dalla ADI che da un anno ha recuperato circa 100 animali strappati a situazioni di disagio, aiutando i funzionari peruviani ad arginare l’utilizzo degli esemplari per il circo.

24 novembre 2015
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